Estate Scientifica : Da Butler a Pocar

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Due eventi tra i quattro programmati per l’Estate Scientifica si trovano uniti da una domanda che nasce dalla teoria evoluzionista darwiniana. Secondo l’Origine della Specie (1859) non si può più parlare di mondi separati ma di un continuum unico di variazione tra i vari animali (uomo compreso). Lo scrittore inglese Samuel Butler decise di affrontare la questione da un punto di vista filosofico, cercando di capire quali potessero essere i risvolti sulla società.

Nell’edizione del 1901 della sua fantasia utopico-satirica Erewhon, Butler aggiunse due capitoli sui diritti degli animali e delle piante. Legando il suo discorso ad una logica estrema e ferrea, lo scrittore pone il seguente dubbio ai suoi lettori: se siamo tutti biologicamente uniti, mangiare un animale è corretto? Non si potrebbe pensare che mangiare della carne bovina equivale, in un certo modo, a mangiare la carne di un parente a noi prossimo?

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L’approccio satirico di Erewhon mira a mantenere l’idea di legame, ma sovverte il risultato affermando che gli animali mantengono comunque delle differenze con gli uomini e che, secondo Butler, per una questione di senso comune e di “naturalezza” non dobbiamo avere problemi nel cibarci di carne.

Il discorso di Valerio Pocar nasce dalle stesse basi ma raggiunge risultati in parte differenti; garante dei diritti degli animali dal 2012 per il comune di Milano, Pocar è vegetariano e sostiene l’approccio antispecista. Secondo il suo pensiero, la tutela dei diritti umani e la tutela dei diritti animali sono le due facce della stessa medaglia, impossibili da scindere.

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A dimostrazione che la scienza non è un campo fine a sé stesso, chiuso nei propri schemi, Pocar e Butler rappresentano i diversi approcci che l’essere umano mette in moto davanti alle scoperte della scienza stessa, in questo caso il discorso evolutivo darwiniano.

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