L’uomo e l’animale – Aspettando Pocar

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Anne: No beast so fierce but knows some touch of pity.

Gloucester: But I know none, and therefore am no beast.

Così si svolge uno degli scambi di battute più famosi del Riccardo III di Shakespeare, tra una donna in lutto ed un Riccardo (Gloucester) non ancora re. Alla base del ragionamento, una perla di retorica, si trova l’idea che l’uomo e l’animale siano due mondi separati, dove la bestia (“fierce”, ossia feroce) incarna il livello più basso degli esseri viventi. Sebbene la distanza tra un “noi” e un “loro” sia forte, il drammaturgo inglese crea una relazione nel momento in cui afferma che anche gli animali possiedono quel tratto tipicamente umano della pietà.

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Decenni prima, un pensatore francese di una dimensione intellettuale tutt’altro che modesta scriveva nel suo diario che anche le bestie sono soggette a ciò che può essere chiamato come “immaginazione”, o più propriamente “sentimento” e “capacità di astrazione”. Michel de Montaigne, nel saggio XXI del primo libro, scrive infatti che “anche le bestie stesse sono soggette al potere dell’immaginazione”, e nel XII del secondo afferma:

Come può [l'uomo], con il potere della sua imperfetta capacità di comprensione, conoscere le motivazioni nascoste ed intime [degli animali]? Quale comparazione tra noi e [loro] gli fa concludere che posseggono le caratteristiche di bruti senza intelligenza? Quando gioco con la mia gatta, come posso dire che in realtà non è lei a passare del tempo con me anziché io con lei?

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A distanza di alcuni secoli, ancor più che con The Origin of Species (1859) e The Descent of Man (1871), Charles Darwin torna di prepotenza sull’argomento con The Expressions of the Emotions in Animals and Man. In questo libro, di facile e scorrevole lettura, lo scienziato inglese non solo sottolinea ancora una volta la relazione biologica di tutto il mondo animale, ma dimostra come le espressioni e i sentimenti non siano un tratto esclusivo degli esseri umani. E’ da questo dato scientifico, frutto di una lunga osservazione, che nascono i dubbi e i dilemmi che portano ad una rivalutazione dell’etica (e della bioetica) nella cultura moderna, un dibattito profondo che ancora ad oggi continua ad incidere sulla nostra società.

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Valerio Pocar – Etica e Bioetica

Giovedì 11 Luglio – ore 21.00 – Filmstudio90 (Varese)

Note : L’immagine di copertina è tratta da una illustrazione di Tarzan. L’immagine del Riccardo III è un frame tratto dal film omonimo con Laurence Olivier. Il passo di Montaigne è reperibile non solo nei saggi ma nella pubblicazione autonoma “Apologia di Raymond Seibond”.