Da Pocar ad Attivissimo

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Sessantasei sono gli anni passati dalla nascita del caso Roswell: un oggetto volante non identificato cade su un ranch americano, aprendo così le porte alle teorie più disparate su cosa fosse. La più famosa è ovviamente quella degli alieni, un misto di complottismo dal sapore di nuovo ordine mondiale (NWO) in cui il governo decide di nascondere al grande pubblico il fatto che gli alieni non solo esistono, ma sono anche già arrivati sulla terra. Il tutto in barba al seguente paradosso, il principio di mediocrità di Enrico Fermi:

“Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”

Enrico fermi

Enrico fermi

La proposta di Fermi, basata sulla logica, il buon senso e lo spirito di osservazione, si poneva in contrasto con l’equazione di Drake, astrofisico americano che presupponeva la quasi certezza matematica di altre forme di vita nel cosmo ad alto livello evolutivo tecnologico. Contrariamente a quanto può sembrare di primo acchito, Fermi non mette in dubbio l’esistenza di forme di vita extraterrestri, quanto il loro sviluppo, legato al processo darwinista: nulla quindi impedisce di pensare che la vita possa essere apparsa su altri pianeti, mentre abbiamo fattori determinanti nel credere che non si sia sviluppata allo stesso modo della terra.

Charles Darwin

Charles Darwin

L’evoluzionismo darwiniano, di sua natura non teleologico (ossia spinto verso un fine predeterminato), ci spiega che i processi di mutazione non sono di loro natura né positivi né negativi ma dipendono dal contesto: una semplice variazione climatica o l’apparire di un virus possono sovvertire l’ordine precostituito. Allo stesso modo, non esiste un vero principio che assicuri la comparsa evolutiva di forme di vita con una capacità di pensiero uguale o superiore alla nostra, con buona pace dei marziani di Wells, né esiste un principio culturale assoluto che spinga qualsiasi civiltà evoluta a cercare il contatto con altri pianeti.

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Voyager Golden Record

Nel 1977 venne lanciata nello spazio una capsula contenente un disco d’oro (il Voyager Golden Record). Sul disco appaiono tutte le possibili indicazioni basilari nei riguardi della terra, da saluti nelle lingue principali a suoni di animali. Gli Stati Uniti scelsero tra le canzoni che li rappresentassero Dark Was the Night, Cold Was the Ground di Blind Willie Johnson. Il motivo della scelta fu di ordine “sentimentale”: era necessario che gli alieni capissero cosa significasse il concetto di loneliness (solitudine) per tutta l’umanità; forse quella canzone si è rivelata più rappresentativa di quanto si potesse immaginare.

Etica e Bioetica postdarwiniana – Valerio Pocar

Giovedì 11 Luglio – ore 21.00 – Filmstudio90 (Varese)

Bufale scientifiche – Paolo Attivissimo

Giovedì 18 Luglio – ore 21.00 – Filmstudio90 (Varese)

Post Scriptum : L’immagine di copertina è tratta da Plan Nine From Outer Space, film culto del regista Ed Wood.