Il Naso di Darwin

Dipinto del Beagle disegnato da Conrad Martens (1801-1878)
 

La scienza ovviamente non è fatta solo di scoperte, dati e teorie, e questo poiché ogni scienziato è un essere umano e come tale possiede le sue idiosincrasie. Newton, stimato per i suoi apporti nel mondo della fisica, non era di certo ciò che potremmo definire come “stinco di santo”: durante una diatriba che ebbe con il filosofo tedesco Leibniz, arrivò a scrivere lettere di protesta non solo sotto falso nome, ma adoperando quelli dei suoi amici, ignari di tutto ciò. Basta leggere la breve biografia contenuta in A briefer History of Time (Hawking & Mlodinow) per farsi una idea tutt’altro che positiva del carattere del fisico inglese.

Isaac Newton

Isaac Newton

La storia più conosciuta di Newton rimane tuttavia quella della mela, il “colpo in testa” (non metaforico) che lo avrebbe portato a formulare la sua tesi sulla gravità. In maniera simile un altro caso fortuito (e, in questo caso, più verosimile) fece fare passi da gigante nel mondo della scienza, del pensiero critico e della filosofia: il filosofo Descartes (italianizzato in Cartesio) arrivò infatti alla conclusione del cogito ergo sum quando, durante una notte fredda in un campo di battaglia, decise di riscaldarsi infilandosi in un forno (ovviamente spento, pena la morte del filosofo). Insonne, trascorse tutta la notte senza mai smettere di pensare, noncurante di ciò che stava accadendo all’esterno. Morì di freddo trent’anni dopo, a Stoccolma: la regina Cristina di Svezia lo aveva voluto a corte come tutore e lui non era stato capace di rifiutare, pur sapendo che il suo fisico non era fatto per i luoghi gelidi.

Descartes (Cartesio)

Descartes (Cartesio)

Charles Darwin ebbe invece una vita più tranquilla, più (parola abusata) normale; addirittura ai tempi scolastici i suoi risultati non brillavano in nessun modo, fermi su una pacata mediocrità. L’episodio chiave del suo percorso scientifico fu il viaggio sul veliero Beagle sugli oceani del mondo, una tipologia di viaggio usuale nel mondo inglese del XIX secolo: Darwin doveva infatti fare quasi da “animale da compagnia” al capitano della nave, Fitzroy, un uomo forse troppo legato a principi lombrosiani. Fu quindi un caso fortuito che il capitano acconsentisse a far salire Darwin sulla sua nave, un raro cambio di opinione poiché, come scrive Carlo Pagetti (Il Corallo della Vita):

[A Fitzroy non] piace il naso di Darwin, la cui conformazione gli sembra indicare debolezza di carattere.

Personaggio lombrosianamente inaffidabile.

Personaggio lombrosianamente inaffidabile.