La corsa degli scimpanzA?

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17/06/2014 – Ciascuno di noi, Homo sapiens, ha ereditato circa 70 mutazioni dai genitori.
Come avviene questo processo?

GiA� dal quinto mese il feto femminile produce gli ovociti primari dagli ovogoni, tra i quali si contano i futuri ovociti secondari ottenuti da un’iniziale divisione celluare di quelli primari durante il mestruo. (Approfondimento: Ovogenesi)
In altre parole, la femmina dispone sin dalla nascita di tutti le uova che produrrA� in vita.

Ovogoni al microscopio

Ovogoni al microscopio

Situazione differente invece A? nel maschio, dove gli spermatogoni – le cellule immature da cui derivano gli spermatozoi dopo una serie di trasformazioni – vengono prodotti costantemente nell’intero arco di vita assicurando una fertilitA� stabile nel tempo. (Approfondimento: spermatogenesi)

Alcune delle fasi da spermatogone a sparmatozoo

Alcune delle fasi da spermatogone a sparmatozoo

Tutto questo si traduce col fatto che il maschio contribuisce alle mutazioni in quantitA� circa 3-4 volte maggiore rispetto alla femmina, con un valore in crescendo all’aumentare dell’etA� in quanto la varietA� di spermatozoi prodotti A? via via maggiore.

Da quest’ultimo dato consegue che all’aumentare della loro varietA� auementano anche le mutazioni trasmesse, comprese quelle negative: non a caso l’etA� paterna A? un fattore di rischio per malattie come la schizofrenia e l’autismo.

fecondazione spermatozoi ovulo

Da uno studio pubblicato su Science il 13/06/2014 e intitolato “Strong male bias drives germline mutation in chimpanzees” A? stato effettuato un paragone sul tasso medio di mutazione tra quello umano (Homo sapiens) e quello di scimpanzA? occidentale (Pan troglodytes verus) da cui A? risultato un valore simile.
La differenza sostanziale, perA?, sta nel fatto che i maschi di scimpanzA? controbuiscono alle mutazioni in quantitA� pari a 7-8 volte superiore a quella degli umani, in quanto A? maggiore la rispettiva produzione di sperma.

uomo_scimpanze

Da qui i ricercatori hanno calcolato la velocitA� di separazione tra i rispettivi genomi, arrivando a un risultato di 0,1% per milione di anni.

Una volta ottenuto questo dato hanno quindi effettuato un calcolo “a ritroso nel tempo” per capire quando possa essere avvenuta la separazione dall’ultimo antenato in comune, ottenendo un risultato di 12-13 milioni di anni fa.
Un tempo molto piA? vecchio rispetto a quanto suggerito dal sistema dell’orologio molecolare.

Ecco che si scopre quindi che gli scimpanzA? si stanno muovendo molto piA? velocemente rispetto agli essere umani, un dato molto importante da inserire nel contesto dell’evoluzione ominina.

 

Ernesto Pozzoni

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