Evoluzione tecnologica

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Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini piA? semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza A? data dalla capacitA� di trovare cibo e di non diventarlo, ossia che la sopravvivenza altro non A? se non, tautologicamente, la capacitA� di non morire troppo presto (piA? presto si muore, minore sarA� la possibilitA� di riprodursi). Le mutazioni che permettono di vivere meglio e piA? a lungo sono vincenti, le mutazioni che arrecano danni sono perdenti, ed infine le mutazioni che non provocano nA� bene nA� male hanno un valore nullo. CiA? che A? interessante notare A? come, rifacendoci a quanto scritto sinora, l’uomo sia risultato essere un animale capace di sopravvivere anche grazie al fatto di essere stato capace di effettivamente mutare l’ambiente in cui si A? trovato a vivere, un’azione che seppure non sia unicamente umana A? di certo stata sfruttata al massimo dalla nostra specie.

Arto bionico

Arto bionico

Il passo ulteriore di questo meccanismo di sopravvivenza A? l’abilitA� di mutare (termine che possiamo ora usare in senso meno ristretto) anche il proprio corpo, o perlomeno di riuscire ad aiutarlo attraverso la creazione di qualsiasi cosa sia in grado di sopperire alle sue problematiche. Di certo il primo pensiero va alla medicina e alla sua indiscussa abilitA� nel riuscire a far sopravvivere ciA? che, senza di lei, finirebbe per morire; i vaccini per esempio, ad oggi a volte messi alla gogna senza alcun motivo, hanno infatti permesso alla specie umana di riuscire a combattere malattie che avrebbero messo in ginocchio parte dei suoi componenti, in special modo di etA� infantile. Ancor piA? interessante A? notare come la scienza applicata alla tecnologia abbia fatto fare passi impensabili all’essere umano: dall’utilizzo degli occhiali alle sedie a rotelle, le problematiche del nostro corpo appaiono ad oggi essere piA? gestibili che nel passato.

Gamba bionica

Gamba bionica

Gli sviluppi a cui ci troviamo dinanzi in questi ultimi decenni stanno creando un orizzonte sempre piA? interessante per la sopravvivenza della specie umana. Da una parte la biotecnologia sta permettendo di vedere a chi ha perso la vista o di camminare a chi invece non ha arti inferiori; braccia bioniche non sono piA? visioni futuristiche irrealizzabili quanto la dimostrazione che tra qualche anno (o decennio) alcuni degli handicap fisici piA? gravi potranno essere superati. Il corpo umano lentamente si trasformerA� quasi come negli scritti di William Gibson arrivando ad intessere un rapporto simbiotico con la tecnologia, con la a�?macchinaa�?; la nostra stessa mente, ad oggi, si trova giA� all’interno di questa simbiosi nata con le pitture rupestri e cresciuta sino allo scambio informativo attraverso la rete, un cervello astratto costituito da milioni di voci, sia nel bene che nel male. Nel percorso della sopravvivenza, dalla mutazione biologica siamo ormai passati alla mutazione tecnologica.

Guido Negretti