Category Archives: Antibufala

Sabato 15 Febbraio alle 15 il CICAP si presenta a Varese

Il CICAP, fondato nel 1989 su iniziativa di Piero Angela e di altri divulgatori scientifici e ricercatori A? il Centro Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze e il Paranormale.1743668_10152214499312558_808468360_n[1]

Da 25 anni si occupasi difendere la cultura del pensiero critico e verificare le affermazioni su eventi paranormali e pseudoscientifici.

Da alcuni anni il CICAP promuove la nascita di Antenne e gruppi locali, presenti tra l’altro a Milano e nel Canton Ticino, grazie ai quali l’attivitA� di promozione della ricerca e dell’analisi scientifica A? stata portata anche in provincia di Varese (ricordiamo la conferenza di Paolo Attivissimo, presidente di CICAP Ticino, dello scorso luglio a VareseA�http://www.youtube.com/watch?v=ts6xY8s0N1k).

Sabato 15 febbraio, alle 15, presso la sede Arci di Via F. del Cairo 34 (sede anche dell’Associazione Storie di Scienza a��A�www.storiediscienza.it) si terrA� un incontro di presentazione e informazione volto a introdurre le attivitA� del CICAP e ad esplorare la possibilitA� di promuovere un gruppo locale.

Saranno presenti Luca Boschini, responsabile del CICAP Lombardia, Andrea Ferrero, giA� segretario del CICAP Piemonte e responsabile nazionale per la formazione e Marta Annunziata, coordinatrice nazionale dei gruppi locali.

All’incontro sono invitati in particolar modo i soci CICAP, quelli dell’Associazione Storie di Scienza e delle realtA� che vi aderiscono (ARCI, ASVP, Legambiente, UAAR) e tutti i curiosi e gli interessati.

Benvenuti anche i rappresentanti della stampa.

L’APPUNTAMENTO A? QUINDI SABATO 15 FEBBRAIO 2014, ALLE 15 PRESSO LA SEDE ARCI DI VIA F. DEL CAIRO 34 (angolo via Staurenghi)

Associazione Storie di Scienza
per maggiori informazioni:
www.storiediscienza.itA�a�� m.sabbadini@storiediscienza.it a�� 0332 1690108

Pseudoscienza e caos scientifico

Contrariamente a ciA? che si pensa normalmente, il problema della pseudoscienza non A? liquidabile in poche battute: ciA? che reputiamo essere falso in un determinato momento puA? infatti diventare veritA� nel futuro. Emblematico A? il personaggio di Louis Pasteur, inizialmente accusato di essere un ciarlatano per poi essere riconosciuto come una delle menti piA? brillanti del XIX secolo; casi di questo genere costituiscono un numero non indifferente nella storia della scienza, come dimostrano le profonde vicissitudini che hanno portato ad un cambio radicale nel pensiero europeo dal geocentrismo all’eliocentrismo.

Scienza e Pseudoscienza : il caso Hamer e il metodo anti-cancro

“Il problema della demarcazione tra scienza e pseudoscienza non A? un banale problema da filosofi da salotto: A�A? di vitale importanza sia sociale che politica”; cosA� si esprimeva Imre Lakatos, uno dei maggiori filosofi della scienza del ’900. A distanza di varie decadi, l’uomo del XXI secolo si trova nella condizione di doversi confrontare non solo con la stessa problematica ma anche con un carico di difficoltA� maggiore: il progresso tecnologico nel campo dell’informazione ha infatti reso possibile un sempre maggiore proliferare di notizie errate, il tutto coadiuvato dall’incapacitA� del pubblico di trasformarsi da consumatori passivi (assorbo la notizia) in consumatori attivi (critico razionalmente la notizia). Basti pensare al banale esempio dell’oroscopo: sebbene razionalmente possa essere rifiutato in pochi secondi, non per questo ha smesso di esistere, continuando cosA� a comparire su giornali, programmi radio, trasmissioni televisive e siti internet.

Poster contro i falsi medici.

Poster contro i falsi medici.

Il caso Hamer risulta essere di fondamentale importanza per capire come sia possibile che la pseudoscienza (in questo caso la sottocategoria “pseudomedicina”) riesca ancora ad essere accettata da parte del pubblico. Nato nel 1935, Ryke Geerd Hamer vanta una carriera accademica di un certo spessore: laureato in studi di medicina e teologia a Tubingen, riceve la licenza di medico nel 1963, lavora poi presso alcune cliniche universitarie e nel 1972 completa gli studi di specializzazione. A�Se tutto ciA? puA? servire ad Hamer per dimostrare una base conoscitiva certamente non elementare, A? pur sempre vero che la sua licenza di medico viene revocata nel 1986, viene messo in prigione per un anno (1997-1998) in Germania e per quasi due (settembre 2004-febbraio 2006) in Francia, il tutto per accuse legate a cattiva pratica medica, esercizio abusivo della professione, omissione di soccorso, calunnia e frode; come se tutto ciA? non bastasse, la lista deve essere allungata con la chiusura di un suo centro medico abusivo in Austria (1995), quattro mesi di carcere per aver ingessato un ginocchio ad un paziente provocandone poi l’amputazione (1992) e una condanna di sei mesi per calunnie (1993).

Il metodo Hamer, condannato dalla medicina, A? molto semplice: le malattie in realtA� non esistono cosA� come vengono normalmente intese poichA� non sono altro che shock psicologici subiti dal paziente, shock che ne turbano il benessere fisico (potremmo definirlo l’ecosistema interno) e che devono quindi essere trattate ad hoc. A�Quei microbi, virus o batteri che la medicina dimostra essere la causa delle malattie sono per Hamer elementi naturali che aiutano il corpo a guarire: andare a colpirli significherebbe incidere negativamente sul processo di guarigione. PoichA� la malattia A? un semplice conflitto “psicologico”, ne risulta un completo divieto a utilizzare medicine e trattamenti che allevino il dolore del paziente: secondo Hamer la chemioterapia e la morfina sono quindi elementi mortali.

Il Ciarlatano (1757, di Pietro Longhi)

Il Ciarlatano (1757, di Pietro Longhi)

La teoria di Hamer non A? stata rinnegata per assurde motivazioni dietrologiche, bensA� per due semplici e basilari motivi: da una parte Hamer non ha mai presentato prove della buona riuscita delle sue cure (Hamer rifiuta quindi test critici obiettivi, ciA? che si puA? chiamare anche come “peer-review”), dall’altra si A? invasi dalle notizie di come la stragrande maggioranza delle persone da lui curate siano morte. CiA? che rende assurda la faccenda A? il fatto che ad oggi Hamer venga ancora difeso a spada tratta da alcune persone, tra cui i genitori di Olivia Pilhar, una bambina che rischiA? di morire di cancro per essere stata sottoposta al metodo Hamer (le autoritA� austriache riuscirono a farla curare positivamente con i metodi “convenzionali”, salvandole cosA� la vita). La follia di questi casi, un tipo di follia che ben starebbe nel libro di Erasmus da Rotterdam, A? una di incongruenza da non mettere mai in secondo piano: non A? la medicina a rifiutare Hamer a priori, A? Hamer colui che rifiuta di rendere partecipe la medicina delle sue supposte scoperte. Il suo metodo, inoltre, A? pericolosamente dannoso nel momento in cui dovessimo spingerlo alle sue estreme conseguenze: se la malattia A? un conflitto “psicologico” da risolvere, coloro che non guariscono diventerebbero causa del loro male, poichA� sarebbe loro la colpa (inconscia) di non voler guarire (esautorando in tal modo il medico).

“[...] Il problema della demarcazione tra scienza e pseudoscienza non A? uno pseudo-problema da filosofi da salotto: ha profonde implicazioni etiche e politiche”; cosA� terminava Lakatos la sua lettura, chiudendola (dopo aver citato il caso Lysenko) esattamente come l’aveva iniziata. Possiamo invece affermare, ad oggi, che la questione della demarcazione sia veramente uno pseudo-problema facendo forza sul fatto che i casi Hamer sono ad ogni modo piccoli errori di percorso, gruppi sparuti che scompariranno con il tempo? Anche se cosA� fosse, l’implicazione etica (la morte di alcune persone) non ci lascerebbe dormire sonni tranquilli. Se Hamer A? inoltre un esempio abbastanza palese di cattiva pratica, ci sarebbe da chiedersi come sia possibile che molte persone in questi mesi abbiano applaudito il metodo Vannoni, o come sia possibile che ancora ad oggi ci si fidi indiscutibilmente dell’omeopatia quando gli studi ne dimostrano un’efficacia solo da semplice placebo. L’unica soluzione possibile A? quindi una divulgazione scientifica positiva, un’aumento delle conoscenze e dei metodi basilari per proteggersi da quelle falsitA� (non importa che siano fatte in buona o cattiva fede) che possono provocare danni mortali.

 

Post Scriptum : per maggiori informazioni su Hamer si rimanda alla pagina wikipediaA�(ricca di link esterni), ad un articolo di MedBunkerA�e al sito Dossier Hamer. Le citazioni di Lakatos sono tratte da Science and Pseudoscience. Le immagini sono tratte da wikipedia.

 

 

Scienza e Medicina : Intervista a MedBunker

Tra i blog piA? interessanti nel panorama italiano spicca di certo MedBunkerA�(attivo dal 2009), centrato sulle questioni della pseudoscienza (e truffe) in medicina. Salvo Di Grazia, medico chirurgo ed autore del blog, ci ha gentilmente concesso un’intervista.

 

a) Di solito si parla di scienza ufficiale, usando in alcuni contesti la��aggettivo in forma negativa. La stessa cosa succede con la medicina, quasi ci fossero due mondi in completo disaccordo: da una parte quello dei medici che perseguono metodi sanciti da un teorico establishment legato a giochi economici di potere, dalla��altro piccoli gruppi sparuti di ribelli. PuA? spiegarci perchA� una tale lettura A? ad oggi scorretta?

In realtA� questa a�?separazionea�? A? arbitraria e quindi scorretta proprio per definizione. Non esiste una scienza a�?ufficialea�? ed una a�?ufficiosaa�? o a�?alternativaa�?, la scienza segue e percorre la strada del metodo scientifico, tutto ciA? che non si mantiene in questi binari non A? scienza. Definirlo non A? semplice, per questo si usa il termine di a�?alternativoa�? ma anche questa A? una definizione scorretta, insomma, ciA? che non A? acqua non puA? essere a�?acqua alternativaa�? ma tutta��altra cosa. Anche in medicina, la medicina cosiddetta a�?alternativaa�? definisce un gruppo di pratiche che hanno dimostrato di non essere medicine o non hanno mai dimostrato i loro effetti sulla salute. Per questo, chi dice di occuparsi di a�?medicina alternativaa�?, semplicemente non fa medicina. La garanzia che il medico utilizzi solo ciA? che di meglio ci fornisce il progresso scientifico risiede nel fatto che lo stesso medico ed i suoi affetti possono essere pazienti ed in questi casi non sono utilizzate cure “non ufficiali” o “segrete” ma quello che si usa in ospedale per tutti.

b) La storia della scienza ci insegna che, nel suo contesto, a volte si puA? parlare in forma quasi corretta di a�?scienza ufficialea�?, ossia quel tipo di paradigma riconosciuto come vigente. Tutto ciA? porta a creare correlazioni tra fantomatici medici in grado di curare malattie mortali e i vari Galileo, Darwin o Einstein (personaggi, come insegna Thomas Kuhn, che hanno creato cambi di paradigma); la differenza tra loro A? ovviamente legata al fatto che questi ultimi si sono sempre resi disponibili a provare le loro teorie e a renderle pubbliche (dubitando anche dei loro risultati), mentre i primi si sottraggono al dialogo con la comunitA� scientifica, ossia la comunitA� dei loro pari. Se giA� ciA? basterebbe a farci comprendere di chi ci si possa fidare e di chi invece no, perchA� ad oggi non si A? ancora in grado di compiere tale semplice passo? In fondo si tratta di avere una conoscenza basilare del metodo scientifico.

PerchA� la medicina scientifica ha delle regole precise, dei percorsi obbligati, spesso estenuanti e ripetitivi e questo la rende distante dal desiderio di cura immediata, di risoluzione veloce di un problema di salute. Pensiamo al cancro: chi non A? pratico del metodo scientifico non accetta che servano decenni per sviluppare (quando A? possibile) un nuovo farmaco o una nuova tecnica, A? un po’ l’istinto di sopravvivenza che ci fa cercare la cura “immediata”, utile per noi, non per l’umanitA�. Di fronte a questa necessitA� qualcuno dice di poter risolvere le stesse malattie con poco sforzo, velocemente ed a poco prezzo. Il a�?consumatorea�? tenderA� per semplice istinto di sopravvivenza a fidarsi di questa��ultimo anche se, come spesso accade, si tratta di un falso o peggio di un truffatore senza scrupoli e quando ce ne rendiamo conto, purtroppo A? tardi.

Salvo Di Grazia

Salvo Di Grazia

c) La pseudoscienza A? di certo un campo interessante da un punto di vista di studio socio-culturale. Uno dei suoi aspetti piA? a�?formalia�? riguarda il suo essere presente in determinati campi: A? facile trovarla nella medicina, difficile invece nella fisica. Quali possono essere le motivazioni di ciA?? Ea�� giA� abbastanza dire che la medicina richiede, a un primissimo livello, un approccio piA? semplice, oltre ad essere un tema a cui siamo piA? legati?

Ea�� quasi tutto. Non comprendere un problema fisico o astronomico non cambia la nostra vita. Sfruttiamo la maggioranza delle tecnologie (dalle comunicazioni alla��informatica) senza averne nessuna conoscenza, nemmeno basilare, guardiamo dentro ad un telescopio la bellezza dell’universo ma in pochi sappiamo come sia stato costruito. In medicina, invece, siamo coinvolti in prima persona, negli affetti piA? cari e nei sentimenti piA? profondi. Accettiamo quindi con difficoltA� qualcosa che non riusciamo a capire (e per questo chi promette miracoli impossibili usa argomenti di comprensione immediata) e soprattutto non ci interessa tanto un meccanismo quanto un risultato, con il telescopio guardi dentro e ti appare la Luna, con una medicina senti il sapore amaro ma non hai la sicurezza di cavartela. Quasi nessuno cerca su internet il meccanismo di propulsione della stazione spaziale internazionale, quasi tutti cerchiamo a quale malattia puA? corrispondere il sintomo che avvertiamo da qualche giorno. Il nostro coinvolgimento, quando si parla di salute, A? profondissimo, personale e comprensibilmente egoista.

d) Spesso si nota che la pseudomedicina ha una forte risonanza sociale. Ea�� fuor di dubbio che tutti cerchiamo quelle cure che possano aiutarci a sopravvivere, ed A? quindi in parte comprensibile che alcune persone (malati o loro parenti) si interessino a metodi a�?alternativia�?. La colpa piA? grande A? forse da imputarsi ai media e al pessimo lavoro che a volte svolgono nel fornire informazioni sbagliate. Crede che ciA? sia dato da buona fede o semplicemente da sensazionalismo, dalla ricerca di audience?

I media (ed ormai tra loro ca��A? anche internet) hanno ormai lo scopo di raccogliere piA? contatti possibili, questo perchA� vivono di introiti pubblicitari. A questo si unisce il fatto che A? ormai rara (purtroppo) la figura del giornalista scientifico, di colui che prima di scrivere una notizia la approfondisce e la studia, molto meglio (nella��ottica dello scoop) una notizia data male ma che attira migliaia di lettori, piuttosto di una fredda notizia scientifica che al massimo attira qualche sguardo.

e) Uno dei casi piA? dibattuti A? stato (ed A? ancora) la questione delle cellule staminali ed il metodo Vannoni. PuA? spiegarci velocemente quali siano le problematiche e soprattutto perchA� A? importante scindere tale metodo (pseudoscienza) dalla ricerca sulle staminali (scienza)?

Ecco, questo riassume un poa�� quello che abbiamo detto prima. Una cura risolutiva, veloce, gratis ed indolore per malattie che la medicina non riesce a risolvere. Una pubblicitA� tramite i media e la��uso di messaggi che toccano i nostri sentimenti, malati gravi, bambini, sofferenza e genitori disperati. Ea�� la formula perfetta della pseudomedicina. Non possiamo sapere se quel metodo funzioni o meno, non ha le premesse per farlo, ma non possiamo essere certi di niente, di sicuro il modo con il quale A? stata portata avanti questa a�?campagnaa�? (da parte di tanti, dai media agli a�?inventoria�? della curaa�?, a certi politici) A? un danno culturale e sociale e soprattutto rischia seriamente di oscurare le tante ricerche serie e che hanno bisogno di sostegno che rappresentano le uniche reali speranze per una risoluzione futura di queste malattie. Tra le staminali a�?scientifichea�? e quelle di Vannoni ci sono due differenze fondamentali: le prime necessitano decenni di fatiche e studi prima di diventare terapie e non possono promettere nulla di certo allo stato attuale, le seconde sono diventate a�?terapiea�? dopo due trasmissioni televisive e promettendo miracoli. La scienza propone numeri, statistiche, grafici, la televisione fa vedere bambini, mamme che piangono, famiglie disperate. Le prime sono scienza, le seconde pubblicitA� e si sa che chi desidera qualcosa rischia di abboccare agli annunci pubblicitari piuttosto che a lunghi percorsi di studio ma senza pensare che questi non si pongono limiti etici o deontologici. Il paziente diventa cliente ed la pubblicitA� ha un solo scopo: attirarli a tutti i costi.

 

Post Scriptum : la foto di copertina (di Rodri) A? stata tratta dal seguente articolo.

Scienza & Politica : Il caso Lysenko – Parte II

Trarre conclusioni da questa faccenda non A? semplice. Il progetto alla base del percorso sovietico non era assurdo poichA�, nelle linee generali, proponeva semplicemente di utilizzare la scienza per il bene comune di tutti i cittadini: il primo errore fu quindi mischiare le teorie politiche con la scienza stessa, trasformandola in a�?borghesea�? o a�?sovieticaa�?. Definizioni di tal genere possono essere corrette a posteriori, nel momento in cui si vogliano classificare determinati sviluppi legati a prese di posizioni culturali (non A? quindi scorretto dire a�?scienza nazistaa�?, ad esempio, sebbene sia piA? giusto a�?scienza nel nazismoa�?), ma A? necessario capire che si tratta di definizioni da usarsi esclusivamente per una lettura storica. Il loro valore A? quindi da considerarsi come a�?purpose-drivena�? (legate all’obiettivo): non esistono cellule eucariote a�?sovietichea�?, ma puA? esistere una a�?biologia sovieticaa�? nel momento in cui si voglia solo sottolineare come in un determinato contesto la biologia si trovi a dover seguire precisi percorsi ed abbandonarne altri secondo dettami culturali sanciti a priori.

Lysenko e Stalin (sulla destra)

Lysenko e Stalin (sulla destra)

Il secondo errore fu quello di bloccare ogni proposta che fosse in dissidenza con le teorie di Lysenko. Tolta la possibilitA� di dialogo, risulta ovvio che ci si troverA� dinanzi ad un blocco dogmatico; l’unica possibilitA� di permettere l’esistenza di tale blocco A? che non ci siano ombre di dubbio sulla sua veridicitA�, ma per togliere ogni dubbio A? comunque necessario che ci sia dialogo, oltre ovviamente a fornire delle prove obiettive. E’ questo secondo punto ciA? che puA? facilmente essere viziato da ragionamenti dietrologici: non A? infatti equiparabile a un blocco dogmatico la teoria evolutiva? Non dovremmo quindi lasciare che tutte le varie teorie (come quella creazionista) siano insegnate in forma ugualitaria? La risposta (negativa) A? semplice: teorie contrapposte possono essere insegnate solo nel momento in cui ci siano abbastanza prove obiettive da suggerirne la plausibilitA� di ciascuna e dove le anomalie (ciA? che una teoria non riesce a spiegare) non siano tali da metterle in ginocchio.

E’ la plausibilitA� ciA? che quindi rende scientifica una teoria, cosa questa che ovviamente non ne sancisce per forza di cose la veridicitA�. Nel loro contesto, i dati su cui si basano le teorie creazioniste o le teorie di Lysenko vengono sbugiardati alla prova dei fatti, e la loro plausibilitA� risulta pari a zero; se Lysenko avesse voluto fare una semplice proposta e valutare a posteriori i risultati delle sue ricerche (accettando il fatto di poter avere torto), la sua presa di posizione sarebbe risultata scientifica e non pseudoscientifica. La teoria lamarckiana, ad esempio, deve essere considerata storicamente scientifica nel suo contesto di nascita (il XIX secolo), ma non lo sarebbe piA? nel momento in cui venisse proposta in un altro contesto dove i suoi assiomi siano stati fatti cadere da prove inconfutabili: tornerebbe ad avere una valenza scientifica solo se ci fossero abbastanza dubbi (quali nuove scoperte che solo il lamarckismo sembra poter riuscire a spiegare) da portarne a una sua rivalutazione completa o (piA? facilmente) parziale.

Francis Bacon

Francis Bacon

Quanto fatto dal mondo sovietico stalinista non ha quindi senso: una teoria scientifica non puA? vedersi sancita la sua veridicitA� universale, in maniera aprioristica, dalla politica. Anche nel caso in cui ciA? dovesse succedere, i risultati parlerebbero chiaro: basti pensare a come il metodo Lysenko fosse a�?legalmentea�? vero ma a�?naturalmentea�? falso. La politica puA? solo accettare a posteriori ciA? che la comunitA� scientifica ha testato e valutato, oltre a permettere un dialogo fruttifero tra quelle teorie contrastanti che hanno un alto grado di plausibilitA�; la politica deve quindi aumentare le possibilitA� di ricerca e, quando possibile (leggasi disponibilitA� di fondi) non puntare solo su quei campi della scienza dal valore pratico (come nel mondo sovietico) ma anche su quegli studi a prima vista poco producenti. Basarsi metaforicamente meno sulla Repubblica di Platone ed ispirarsi di piA? (migliorandola) alla Nuova Atlantide di Bacone, base ideale della moderna ricerca della conoscenza.

Parte I

Bibliografia: la maggioranza delle notizie sul caso Lysenko possono essere trovate con una ricerca internet partendo da wikipedia. A�L’articolo A? nato come spunto di riflessione dalla lettura di Against Method di Feyerabend e History of Science and its Rational Reconstructions di Lakatos, oltre che dalle problematiche che la ricerca scientifica sta affrontando sul suolo nazionale.

Scienza & Politica : Il Caso Lysenko – Parte I

Ne La Repubblica (380 a.C) di Platone il mondo politico immaginato dal filosofo greco A? retto dai migliori, da coloro che sanno; Bertrand Russell (1872-1970) definiva questa utopia in termini negativi a causa delle modalitA� censorie che ne pervadevano la struttura pedagogica, modalitA� che, ad esempio, impedivano di ascoltare musica o di leggere libri che non fossero stati vagliati e sanciti a priori (si veda il capitolo 14 di History of Western Philosophy). L’idea di un immaginario mondo positivo fortemente legato al concetto di scienza viene ripresa soprattutto a partire dal rinascimento sotto la spinta del ritorno ai classici; gli autori piA? famosi sono Thomas More (Utopia, 1516), Tommaso Campanella (La CittA� del Sole, 1602) e Francis Bacon (The New Atlantis, 1624), un personaggio, quest’ultimo, tra i promulgatori della rivoluzione scientifica oltre che della tolleranza e della libertA� di espressione religiosa.

Platone

Platone

A distanza di alcuni secoli, la Russia stalinista decise di trasformare in realtA� ciA? che fino ad allora era stato un semplice progetto astratto, un semi-divertissement letterario. Il blocco sovietico vedeva infatti nella scienza uno dei migliori mezzi disponibili per una corretta redistribuzione della ricchezza tra la popolazione, e tra i nomi dei grandi scienziati spiccava quello di Ivan Vladimirovich Michurin (1855-1935); fu perA? Trofim Lysenko, un agronomo di origine ucraina, colui che porterA� avanti gli studi di Michurin dopo la morte di quest’ultimo. La teoria di Lysenko A? stata definita come lamarckiana (sebbene sia piA? corretto definirla come post-lamarckiana, se non addirittura pseudo-scienza pseudo-lamarckiana): secondo l’agronomo sovietico era infatti possibile trasmettere geneticamente tratti acquisiti attraverso a�?l’esperienza quotidianaa�? in poco tempo, addirittura con un solo cambio di generazione.

CiA? che Lysenko proponeva andava ovviamente a contrastare l’idea di genetica mendeliana: si trattava di due prese di posizione differenti. Il problema non fu perA? tale contrasto, e questo poichA� il contrasto stesso A? parte integrante di una scienza positiva: date due teorie antitetiche A? infatti necessario capire quale sia (piA?) corretta attraverso un gran numero di esperimenti decisivi. La teoria darwiniana A? un esempio classico: questa si proponeva come differente dal creazionismo, e dall’opposizione la ricerca ne A? risultata piA? forte e piA? mirata verso una migliore comprensione della natura. Dato inoltre il contesto storico (ossia le conoscenze scientifiche e gli strumenti presenti), la teoria di Lysenko poteva essere accettata perlomeno come campo di studio; il problema che ne sorse non fu perA? espressamente legato alla scienza, bensA� alla politica.

Lysenko

Lysenko

Lysenko non era solo un buon membro del partito, era anche il perfetto tipo di scienziato che il partito stesso voleva far assurgere ad esempio. In quanto figlio di contadini il suo essere arrivato a proporre una teoria radicale era la palese dimostrazione di come il sistema sovietico funzionasse: tutti avevano la possibilitA� di raggiungere vette personali prima di allora impensabili. Il suo lavoro, inoltre, non era legato a equazioni o quant’altro il piA? (apparentemente) lontano dalla vita quotidiana: i suoi obiettivi miravano infatti ad aumentare concretamente la produzione legata ai terreni coltivabili. La politica sovietica lo fece diventare un eroe, centralizzando nelle sue mani il controllo sugli studi di genetica ed agricoltura: gli effetti furono ovviamente disastrosi.

Karpechenko

Karpechenko

Molti scienziati sovietici si opposero alle idee di Lysenko in quanto completamente astratte, incongruenti nei riguardi delle conoscenze scientifiche e per nulla provate (il tempo diede loro ragione); il risultato di tutto ciA? fu una a�?purga politicaa�? totale nei confronti di chiunque osasse mettere in dubbio il metodo dell’agronomo ucraino. Molti furono uccisi (Agol, Karpechenko, Nadson), altri furono mandati in campi di lavoro; nel 1948 venne annunciato che la teoria di Lysenko sarebbe stata la sola ad essere insegnata in quanto a�?unica teoria correttaa�?, e sempre nello stesso anno gli studi di genetica vennero banditi in quanto a�?pseudoscienza borghesea�?. Il metodo Lysenko acquistA? quindi potere non solo grazie ad una propaganda che censurava qualsiasi prova di fallimento, ma anche a causa della paura di ritorsioni: molti scienziati falsificarono risultati per non doversi trovare nella situazione di dover dire che il metodo Lysenko era ovviamente fallimentare. Come se tutto ciA? non bastasse, lo studio degli incrementi della produzione agricola non furono basati su dati precisi (scientifici, comprovabili), bensA� su semplici questionari a cui i contadini dovevano rispondere (cosa questa che ovviamente produceva clamorosi falsi a causa della suddetta paura di ritorsioni).

Parte II

Paolo Attivissimo – Bufale scientifiche e Scienza delle bufale

Paolo Attivissimo a Filmstudio ’90, a Varese, il 18 luglio 2013 parla di bufale scientifiche e scienza delle bufale nell’ambito dell’Estate Scientifica promossa dall’Associazione Storie di Scienza www.storiediscienza.it

 

dal blog di Paolo Attivissimo riprendiamo anche la bibliografia della serata:

  • La famosa invasione delle vipere volanti, Paolo Toselli, Sonzogno, 1994
  • Tutte storie, Danilo Arona, Costa e Nolan, 1994
  • Leggende metropolitane: Storie improbabili raccontate come vere, Jan Harold Brunvand, 1986, Costa e Nolan
  • Nuove leggende metropolitane, Jan Harold Brunvand, 1990, Costa e Nolan
  • Le nuove leggende metropolitane – Manuale per detective antibufaleA�(atti del convegnoA�Contaminazioni, Torino 2004), a cura di Paolo Toselli e Stefano Bagnasco, Avverbi
  • Le voci che corrono, Jean-Noel Kapferer, Milano, 1987, Longanesi
  • Il bambino A? servito,A�Cesare Bermani, Dedalo
  • Non ci casco, Edizioni Millelire
  • Leggende tecnologiche… e il gatto bonsai mangiA? la fragola pesce,A�Lorenzo Montali, 2003, Avverbi
  • Disinformation Technology – Dai falsi di Internet alle bufale di Bush, Stefano Porro e Walter Molino, 2003, Apogeo
  • La falsa scienza, Silvano Fuso, Carocci editore (2013)
  • Bufale – Manuale di difesa contro le balle dei media, John Battista, 2012, Editori Internazionali Riuniti
  • 101 stronzate a cui abbiamo creduto tutti almeno una volta nella vita, Severino Colombo, 2011, Newton Compton Editori