Category Archives: Evoluzionismo

Cervelli vonnegutiani e antichi crostacei

“Un milione di anni dopo, sento di dovermi scusare per la razza umana. E’ tutto ciA? che posso dire.” (A million years later, I feel like apologizing for the human race. That’s all I can say” – pag. 85). Con questa frase, all’inizio del capitolo 16 di Galapagos, lo scrittore Kurt Vonnegut rende palese ai suoi lettori la necessitA� di un profondo esame di coscienza evoluzionistico; alla base del suo romanzo pulsa quella domanda che qualsiasi neo-darwininista moderno dovrebbe farsi almeno una volta nella vita, ossia se il nostro cervello (il “big brain” che la razza umana ha perso nel remoto futuro vonnegutiano) non possa essere classificato come una mutazione negativa.

Tecnica umana e meduse immortali

Uno degli aspetti piA? naturali per qualsiasi essere vivente A? l’ovvia impossibilitA� di avere un corpo capace di resistere sia a qualsiasi evento esterno che al proprio decadimento: il percorso della sopravvivnza deve per forza di cosa arrivare ad una fine, tnato per il singolo individuo quanto per la specie intera. La morte puA? sopraggiungere per vecchiaia, ovviamente secondo le variazioni del caso: se un cane ha una media di circa 13 anni di vita, un essere umano puA? arrivare fino ad 80, mentre le carpe Koi e le tartarughe giganti superano facilmente i 200.A� Di certo il caso piA? interessante A? quello della Turritopsis Nutricola, piA? comunemente chiamata Medusa Immortale: teoricamente, data la sua capacitA� di ringiovanire ad infinitum, l’unico modo per porre fine alla sua esistenza sarebbe attraverso metodi violenti.

Intervista a Michael Ruse

Nato in Ighilterra (Birmingham – 1940), professore presso la Florida State University, Michael Ruse A? uno dei piA? importanti filosofi della scienza contemporanei. Il suo campo di studio principale A? la filosofia della biologia, in special modo una analisi dell’etica alla luce delle teorie evolutive. In quanto Umanista, Ruse professa di essere ateo ed agnostico ma non rifiuta un dialogo con la religione ed A? un propositore della conciliazione tra fede cristiana e teoria dell’evoluzione. Oltre ad essere stato nominato Fellow della Royal Society of Canada e della American Association for the Advancement of Science, A? stato insignito di dottorati onorari presso l’universitA� di Bergen (Norvegia), McMaster e New Brunswick. [la versione originale in inglese dell’intervista si trova a questo link]

Quei batteri che portiamo in corpo

Segnalo un articolo di estremo interesse che racconta di come i microbiomi influenzerebbero fortemente i processi di speciazione e quindi l’intera storia evolutiva.

Link: Evoluti grazie ai microbi da Pikaia.eu, il primo portale italiano sull’evoluzione

 

Ernesto Pozzoni

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Evoluzione, scienza e problemi maltusiani

Fondamentalmente la scienza puA? essere divisa in due categorie: da una parte la ricerca che punta a conoscere i puri meccanismi della natura (ad esempio la fisica), dalla��altra la ricerca che si propone di trovare soluzioni ai problemi della��uomo (ad esempio la medicina). Risulta ovvio che le due categorie si intersechino a vicenda, tuttavia tale divisione non A? da sottovalutarsi nel momento in cui si vogliano fare considerazioni da un punto di vista meramente utilitaristico. Nel primo caso si tratta di un complesso di informazioni che tendono ad una lettura quanto piA? obiettiva di ciA? che circonda la��uomo, con la��unica conseguenza di possibili rivoluzioni culturali (vedasi il concetto di tempo secondo la fisica di Einstein); nel secondo caso, invece, il fatto stesso di creare strumenti che vanno ad aiutare la��essere umano a migliorare direttamente la propria vita innescano dubbi di piA? profonda portata.

Secondo il concetto di selezione naturale, qualsiasi essere vivente deve la propria sopravvivenza a fattori su cui non puA? influire, come la capacitA� del proprio sistema immunitario a respingere un determinato virus. Con la odierna medicina (ad esempio attraverso i vaccini) la��essere umano riesce a proteggersi anche nel momento in cui le sue difese di base non lo porterebbero a sopravvivere; se da un lato ciA? ha un indiscutibile valore nella lotta per la sopravvivenza, dalla��altro provoca una crisi nella��ordine evolutivo. La��evoluzione, infatti, si manifesta come il metodo migliore per contrastare situazioni negative, penalizzando (con la morte) chi non riesce a fronteggiarle e premiando (con la vita) chi riesce a superarle: semplificando il meccanismo, si puA? dire che chi sopravvive a determinate malattie trasmetterA� il proprio corredo genetico ai figli, provocando la��espansione di una piccola mutazione nella specie, in questo caso per quanto riguarda gli anticorpi.

Thomas Malthus (1766 - 1834)

Thomas Malthus (1766 – 1834)

Se da un lato tutto ciA? diminuisce fortemente il fattore evolutivo biologico, dalla��altro A? bene ricordare che il valore delle mutazioni deve essere fatto rientrare sotto la��egida del concetto di sopravvivenza: il valore della��utilizzo di tecnologie A? quindi simile a quello delle variazioni genetiche positive, il tutto poichA� entrambe aiutano la��essere umano a sopravvivere. Il vero problema A? la forza del risultato ottenibile: se le mutazioni sono un processo molto lento e per nulla sicure di arrivare ad un risultato ottimale (non sono infatti strettamente teleologiche, non sono ossia guidate aprioristicamente, non perseguono un fine prefissato), le ricerche umane sono invece volontariamente mirate (in alcuni casi si tratta certamente di momenti di serendipity, ma il risultato verrA� poi usato con coscienza).

Darwin impiegA? le teorie maltusiane, ma ne rifiutA? l'utilizzo nei riguardi della procreazione umana.

Darwin impiegA? le teorie maltusiane, ma ne rifiutA? l’utilizzo nei riguardi della procreazione umana.

Il risultato di tutto ciA? A? semplice: la vita umana si allunga a dismisura e il numero dei rappresentanti della specie aumenta in forma vertiginosa. Le implicazioni sono cupe: non si tratta di questioni evolutive, bensA� di problematiche di collasso: maggiore A? il numero di esseri che riescono a sopravvivere, maggiore sarA� il loro apporto sul mondo circostante. Si tratta ovviamente di problematiche che vengono generalmente classificate come maltusiane: negli anni passati ci si A? spesso concentrati sulla capacitA� della terra di produrre abbastanza cibo per una popolazione umana sempre piA? in crescita, ma il vero problema con cui ci confrontiamo oggi A? un altro, ad esempio la capacitA� del pianeta di sopportare il carico di rifiuti da noi prodotti.

Presupporre che la scienza debba quindi fermarsi nello sviluppo tecnologico e medico sarebbe forse sbagliato, una idiosincrasia luddista: il problema A? infatti di ordine culturale, come si puA? notare dal fatto che basterebbe decidere di procreare solo un figlio per contenere derive numeriche di collasso o spingere la ricerca verso tecnologie meno dannose per la��intero ecosistema. Tutto ciA? dimostra come la scienza abbia spesso forti ricadute sulla societA� e debba quindi essere coadiuvata da proposte culturali che nascano da una politica intelligente; parlare maltusianamente del numero massimo di figli da poter procreare diventa tuttavia un concetto etico, legato alla questione della libertA� individuale (non collettiva) e certamente di non facile risoluzione. Una cosa A? certa, la��evoluzione umana ha ormai una valenza di ordine culturale, e nel processo evolutivo non ci si puA? sottrarre dalla��aspetto legato alla��estinzione: nuove forme di pensiero devono nascere ed altre, insostenibili, devono morire.

Il Naso di Darwin

La scienza ovviamente non A? fatta solo di scoperte, dati e teorie, e questo poichA� ogni scienziato A? un essere umano e come tale possiede le sue idiosincrasie. Newton, stimato per i suoi apporti nel mondo della fisica, non era di certo ciA? che potremmo definire come a�?stinco di santoa�?: durante una diatriba che ebbe con il filosofo tedesco Leibniz, arrivA? a scrivere lettere di protesta non solo sotto falso nome, ma adoperando quelli dei suoi amici, ignari di tutto ciA?. Basta leggere la breve biografia contenuta in A briefer History of Time (Hawking & Mlodinow) per farsi una idea tutt’altro che positiva del carattere del fisico inglese.

Isaac Newton

Isaac Newton

La storia piA? conosciuta di Newton rimane tuttavia quella della mela, il a�?colpo in testaa�? (non metaforico) che lo avrebbe portato a formulare la sua tesi sulla gravitA�. In maniera simile un altro caso fortuito (e, in questo caso, piA? verosimile) fece fare passi da gigante nel mondo della scienza, del pensiero critico e della filosofia: il filosofo Descartes (italianizzato in Cartesio) arrivA? infatti alla conclusione del cogito ergo sum quando, durante una notte fredda in un campo di battaglia, decise di riscaldarsi infilandosi in un forno (ovviamente spento, pena la morte del filosofo). Insonne, trascorse tutta la notte senza mai smettere di pensare, noncurante di ciA? che stava accadendo all’esterno. MorA� di freddo trent’anni dopo, a Stoccolma: la regina Cristina di Svezia lo aveva voluto a corte come tutore e lui non era stato capace di rifiutare, pur sapendo che il suo fisico non era fatto per i luoghi gelidi.

Descartes (Cartesio)

Descartes (Cartesio)

Charles Darwin ebbe invece una vita piA? tranquilla, piA? (parola abusata) normale; addirittura ai tempi scolastici i suoi risultati non brillavano in nessun modo, fermi su una pacata mediocritA�. L’episodio chiave del suo percorso scientifico fu il viaggio sul veliero Beagle sugli oceani del mondo, una tipologia di viaggio usuale nel mondo inglese del XIX secolo: Darwin doveva infatti fare quasi da a�?animale da compagniaa�? al capitano della nave, Fitzroy, un uomo forse troppo legato a principi lombrosiani. Fu quindi un caso fortuito che il capitano acconsentisse a far salire Darwin sulla sua nave, un raro cambio di opinione poichA�, come scrive Carlo Pagetti (Il Corallo della Vita):

[A Fitzroy non] piace il naso di Darwin, la cui conformazione gli sembra indicare debolezza di carattere.

Personaggio lombrosianamente inaffidabile.

Personaggio lombrosianamente inaffidabile.

Da Pocar ad Attivissimo

Sessantasei sono gli anni passati dalla nascita del caso Roswell: un oggetto volante non identificato cade su un ranch americano, aprendo cosA� le porte alle teorie piA? disparate su cosa fosse. La piA? famosa A? ovviamente quella degli alieni, un misto di complottismo dal sapore di nuovo ordine mondiale (NWO) in cui il governo decide di nascondere al grande pubblico il fatto che gli alieni non solo esistono, ma sono anche giA� arrivati sulla terra. Il tutto in barba al seguente paradosso, il principio di mediocritA� di Enrico Fermi:

“Dove sono tutti quanti? Se ci sono cosA� tante civiltA� evolute, perchA� non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”

Enrico fermi

Enrico fermi

La proposta di Fermi, basata sulla logica, il buon senso e lo spirito di osservazione, si poneva in contrasto con l’equazione di Drake, astrofisico americano che presupponeva la quasi certezza matematica di altre forme di vita nel cosmo ad alto livello evolutivo tecnologico. Contrariamente a quanto puA? sembrare di primo acchito, Fermi non mette in dubbio l’esistenza di forme di vita extraterrestri, quanto il loro sviluppo, legato al processo darwinista: nulla quindi impedisce di pensare che la vita possa essere apparsa su altri pianeti, mentre abbiamo fattori determinanti nel credere che non si sia sviluppata allo stesso modo della terra.

Charles Darwin

Charles Darwin

L’evoluzionismo darwiniano, di sua natura non teleologico (ossia spinto verso un fine predeterminato), ci spiega che i processi di mutazione non sono di loro natura nA� positivi nA� negativi ma dipendono dal contesto: una semplice variazione climatica o l’apparire di un virus possono sovvertire l’ordine precostituito. Allo stesso modo, non esiste un vero principio che assicuri la comparsa evolutiva di forme di vita con una capacitA� di pensiero uguale o superiore alla nostra, con buona pace dei marziani di Wells, nA� esiste un principio culturale assoluto che spinga qualsiasi civiltA� evoluta a cercare il contatto con altri pianeti.

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Voyager Golden Record

Nel 1977 venne lanciata nello spazio una capsula contenente un disco d’oro (il Voyager Golden Record). Sul disco appaiono tutte le possibili indicazioni basilari nei riguardi della terra, da saluti nelle lingue principali a suoni di animali. Gli Stati Uniti scelsero tra le canzoni che li rappresentassero Dark Was the Night, Cold Was the Ground di Blind Willie Johnson. Il motivo della scelta fu di ordine a�?sentimentalea�?: era necessario che gli alieni capissero cosa significasse il concetto di loneliness (solitudine) per tutta l’umanitA�; forse quella canzone si A? rivelata piA? rappresentativa di quanto si potesse immaginare.

Etica e Bioetica postdarwiniana – Valerio Pocar

GiovedA� 11 Luglio – ore 21.00 – Filmstudio90 (Varese)

Bufale scientifiche – Paolo Attivissimo

GiovedA� 18 Luglio – ore 21.00 – Filmstudio90 (Varese)

Post Scriptum : L’immagine di copertina A? tratta da Plan Nine From Outer Space, film culto del regista Ed Wood.