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La notte dei ricercatori: 25 e 26 settembre

Notte dei Ricercatori La Città incontra l’Università – L’Università incontra la Città venerdì 25 e sabato 26 settembre 2015 Meet Me Tonight – La Notte dei Ricercatori – è un’iniziativa europea che Continua a leggere »

Evoluzione tecnologica

Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini più semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza è Continua a leggere »

Tag Archives: Butler

Intervista a Michael Ruse

Nato in Ighilterra (Birmingham – 1940), professore presso la Florida State University, Michael Ruse è uno dei più importanti filosofi della scienza contemporanei. Il suo campo di studio principale è la filosofia della biologia, in special modo una analisi dell’etica alla luce delle teorie evolutive. In quanto Umanista, Ruse professa di essere ateo ed agnostico ma non rifiuta un dialogo con la religione ed è un propositore della conciliazione tra fede cristiana e teoria dell’evoluzione. Oltre ad essere stato nominato Fellow della Royal Society of Canada e della American Association for the Advancement of Science, è stato insignito di dottorati onorari presso l’università di Bergen (Norvegia), McMaster e New Brunswick. [la versione originale in inglese dell’intervista si trova a questo link]

Scienza, Etica e Verità – parte II

L’idea dell’etica come argine delle ricerche scientifiche è di certo stimolante, ma non si può neppure pretendere che possa risolvere ogni problematica. Se l’etica si basa su elementi che possono essere definiti come umani (e quindi generali per tutte le persone), l’etica dipende anche in parte dalla società e dalla cultura in cui si trova a convivere, risultandone per cui modificata. La corsa agli armamenti della guerra fredda, per creare una correlazione politica, si basava su una richiesta per nulla scorretta, ossia il proteggersi da possibili attacchi esterni, ma contestualizzando tale richiesta e guardandola con l’occhio clinico di chi vive dopo la caduta del muro di Berlino, non possiamo non sottolinearne le assurdità, assurdità che al loro interno appaiono tuttavia non illogiche.

Ricerca ed etica si controbilanciano

Ricerca ed etica si controbilanciano

Spesso, ciò che per noi è un fatto ordinario, una nozione scientifica ovvia, non lo era nel momento in cui veniva presentata al grande pubblico. Che il sole sia al centro del nostro sistema (solare, per l’appunto) è un dato certo, ma inserire questo risultato in una cultura specifica che segue i canoni geocentrici significa sovvertire tutto un sistema di credenze correlato (Feyerabend ne parla nel suo Contro il Metodo): le ripercussioni sulla società, sulle persone che ne fanno parte, sono di certo temi di ordine etico. Samuel Butler (1835-1901) ne discuteva già nei suoi diari, riferendosi tacitamente all’evoluzionismo darwiniano: secondo lo scrittore inglese, la scienza ha tutto il diritto di arrivare a risultati obiettivi, ma quando tali risultati possono creare ciò che oggi definiamo shock culturali, lo scienziato deve allora sottostare al benessere psicologico della società e aspettare che giunga il momento corretto per parlare delle sue scoperte.

Pagine dai diari di Butler.

Pagine dai diari di Butler.

Al di là di tutto, la considerazione finale torna ancora una volta ad essere fortemente ambigua: se la scienza scopre una verità che non coincide con quanto si è sempre pensato (eliocentrismo e geocentrismo, ad esempio), non si dovrebbe allora porre in primo piano la verità stessa anziché il benessere psicologico delle persone? E’ meglio una fantasia che ci permette di vivere tranquilli o una verità che provoca terremoti culturali? Un primo risultato di queste considerazione è l’accorgersi che, da un determinato punto di vista, non esiste una bensì diverse scienze, come ad esempio una scienza teologica (divisa nelle varie credenze, spesso troppo diverse tra loro per ricondurle ad un unico principio) ed una scienza umanistica: sebbene troppo spesso non ce ne si accorga, le ricerche scientifiche dipendono tacitamente da fin troppi stimoli culturali per poter essere definite puramente libere.

 

Parte I

Parte III

Da Butler a Pocar – Parte Seconda

Bertrand Russel vinse il premio nobel per la letteratura grazie alla sua fondamentale opera History of Western Philosophy. Negli ultimi capitoli dedica spazio anche all’apporto del darwinismo e ai suoi risvolti nel mondo culturale, scrivendo:

I do not see how [a resolute egalitarian] is to resist an argument in favour of Votes for Oysters. An adherent of evolution should mantain that not only the doctrine of the equality of all men, but also that of the rights of man, must be condemned as unbiological, since it makes too emphatic a distinction between men and other animals. (Russell 2004: 658)

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Il dare la possibilità di votare alle ostriche (Votes for Oysters) non è solo un piccolo momento di humour da parte del filosofo inglese, è soprattutto una ironica domanda causata dai cambiamenti darwinisti. Caduta la distinzione che vedeva ogni animale creato “così com’è”, tolta la barriera che distingueva tra uomo e regno animale, The Origin of Species (1859) e The Descent of Man (1871) obbligano a riconsiderare il rapporto in termini di legami (evoluzioni) tra gli esseri viventi, rapporto su cui Darwin tornerà in The Expression of the Emotions in Man and Animals.

Samuel Butler, che aveva aiutato Darwin a trovare un disegnatore per alcune pagine di The Expression, satireggia il rapporto uomo-animale attraverso ciò che considera essere le derive del vegetarianismo nell’edizione del 1901 di Erewhon. Sono pochi gli erewhoniani che, una volta essere stato deciso di tornare ad essere tutti onnivori, decidono di continuare a cibarsi di frutta e verdura, con risultati poco proficui:

Even the Puritans, after a vain attempt to subsist on a kind of jam made of apples and yellow cabbage leaves, succumbed to the inevitable, and resigned themselves to a diet of roast beef and mutton […]. (Butler, capitolo XXVII)

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Diversa è la lettura del problema che ne farà H. G. Wells (1866-1946), grande scrittore inglese e, nella sua gioventù, studente di biologia darwiniana (tra i suoi maestri ci fu Thomas Huxley). Dando alle stampe, nel 1896, The Island of Doctor Moreau (L’isola del dottor Moreau), Wells traduce nella letteratura i suoi dilemmi sulla ricerca scientifica ed il rapporto uomo-animale, arrivando a conclusioni forse vicine al pensiero di Valerio Pocar.

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Samuel Butler – Memoria Biologica : martedì 2 luglio, h.18.00, Al Borducan (Sacro Monte, Varese)

 Valerio Pocar – Etica e Bioetica : giovedì 11 luglio, h. 21.00, Filmstudio90 (Varese)

Post Scriptum : Bertrand Russell è stato oggetto di una lezione organizzata da Storie di Scienza nel 2011. L’evento, aperto alle scuole superiori, è stato condotto da Giulio Giorello.

Bibliografia:

Bertrand Russell, History of Western Civilization, Routledge 2004

Scienza e Pseudoscienza

Può sembrare strano che una associazione scientifica decida di parlare di un evoluzionista sui generis come Samuel Butler (1835-1901), autodefinitosi neolamarckiano. Inutile cercare di spiegare in poche righe il discorso dell’autore inglese, sarebbero necessarie fin troppe pagine e fin troppa pazienza; molto meglio citare il filosofo della scienza Karl Popper, che nel capitolo dedicato al darwinismo (dal suo libro The Unended Quest) scrive:

I have come to the conclusion that Darwinism is not a testable scientific theory, but a metaphysical research programme – a possible framework for testable scientific theories. (Popper 2005: 195)

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La frase di Popper contiene il nocciolo della questione: l’evoluzione, per quanto la si possa dimostrare in maniera più che soddisfacente, non può essere riprodotta attraverso esperimenti in laboratorio, e serve quindi come linea guida (framework) per teorie testabili. Contestualizzando Butler nel suo periodo storico, si evince come lo scrittore avesse capito che il discorso evoluzionista non poteva essere considerato come chiuso, che si inseriva in un campo in parte metafisico e che era quindi necessario trovare risposte ai dubbi e alle incongruenze del pensiero darwinista, risposte che oggi abbiamo ma che, nel XIX secolo, scarseggiavano (vedasi la questione dell’ereditarietà genetica e del DNA). Come scrive Giulio Giorello (Se ti spiegassi la scienza?):

Per arrivare alla conquista della verità, e a una maggiore fioritura umana, è infatti bene che ci sia dissenso. La ricerca vive di questo: se venisse sostituita da una verità assoluta non avrebbe più ragione d’essere. (Alloni & Giorello 2011: 73)

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Il metodo butleriano trova riscontro nel pensiero di Paul Feyerabend, che nel suo Against Method (Contro il Metodo) si chiedeva se non fosse necessario essere meno rigidi nel campo scientifico. Non si tratta, come spesso si crede, di una apertura alla pseudoscienza e a trovate alquanto strampalate per spiegare la realtà che ci circonda: Feyerabend si opponeva a chi potremmo definire con “cialtroni”, e la sua proposta era non di rifiutare a priori di dialogare con loro, quanto di prendere in considerazione le loro teorie e dimostrare dove sbagliassero attraverso vari metodi di valutazione. Esattamente come Butler richiedeva solo che le sue teorie venissero vagliate e criticate, giuste o sbagliate che fossero, così il filosofo tedesco propone un serio atteggiamento di apertura (ed anche di autocritica) per riuscire contenere le derive pseudoscientifiche.

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Queste sono le motivazioni che portano Storie di Scienza a non trovare problematiche nell’accostare due eventi, uno su Butler e uno su Paolo Attivissimo, famoso debunker (ossia colui che dimostra l’infondatezza delle teorie pseudoscientifiche e non solo). Così lavora il pensiero scientifico: si crei la propria teoria, si portino le proprie motivazioni (con dati) e si sia pronti a farla vagliare, criticare e, nel caso, ad essere accettati o rifiutati senza pregiudizi. I risultati, in fondo, nascono dai dialoghi, ed i dialoghi spesso non sono altro che spiegazioni, uno scambio di idee.

 

Samuel Butler e la Memoria Biologica : 2 luglio 2013, h.18.00, Al Borducan (Sacro Monte – Varese)

Paolo Attivissimo e le Bufale Scientifiche : 18 luglio 2013, h.21.00, Filmstudio90 (Varese)

Estate Scientifica : Da Butler a Pocar

 

Due eventi tra i quattro programmati per l’Estate Scientifica si trovano uniti da una domanda che nasce dalla teoria evoluzionista darwiniana. Secondo l’Origine della Specie (1859) non si può più parlare di mondi separati ma di un continuum unico di variazione tra i vari animali (uomo compreso). Lo scrittore inglese Samuel Butler decise di affrontare la questione da un punto di vista filosofico, cercando di capire quali potessero essere i risvolti sulla società.

Nell’edizione del 1901 della sua fantasia utopico-satirica Erewhon, Butler aggiunse due capitoli sui diritti degli animali e delle piante. Legando il suo discorso ad una logica estrema e ferrea, lo scrittore pone il seguente dubbio ai suoi lettori: se siamo tutti biologicamente uniti, mangiare un animale è corretto? Non si potrebbe pensare che mangiare della carne bovina equivale, in un certo modo, a mangiare la carne di un parente a noi prossimo?

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L’approccio satirico di Erewhon mira a mantenere l’idea di legame, ma sovverte il risultato affermando che gli animali mantengono comunque delle differenze con gli uomini e che, secondo Butler, per una questione di senso comune e di “naturalezza” non dobbiamo avere problemi nel cibarci di carne.

Il discorso di Valerio Pocar nasce dalle stesse basi ma raggiunge risultati in parte differenti; garante dei diritti degli animali dal 2012 per il comune di Milano, Pocar è vegetariano e sostiene l’approccio antispecista. Secondo il suo pensiero, la tutela dei diritti umani e la tutela dei diritti animali sono le due facce della stessa medaglia, impossibili da scindere.

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A dimostrazione che la scienza non è un campo fine a sé stesso, chiuso nei propri schemi, Pocar e Butler rappresentano i diversi approcci che l’essere umano mette in moto davanti alle scoperte della scienza stessa, in questo caso il discorso evolutivo darwiniano.

[continua qui]

Estate Scientifica – Nuove Date

A causa di alcune complicazioni, le date degli eventi Estate Scientifica sono in parte cambiate. Sabrina Capelletti è stata nostra ospite il 27 giugno con “La vita del Mare”, evento prodotto in collaborazione con il Centro Ricerca Cetacei. Paolo Attivissimo sarà invece con noi il 18 luglio; rimangono confermati Pinotti e Pocar.

 

Memoria Biologica

Martedì 2 Luglio, h. 18.00 – hotel Borducan (Sacro Monte, Varese)

Andrea Pinotti discute dello scrittore evoluzionista Samuel Butler.

 

Etica e Bioetica

Giovedì 11 Luglio, h. 21.00 – Filmstudio90 (Varese)

Valerio Pocar discute di etica ed evoluzionismo.

 

Bufale Scientifiche

Giovedì 18 Luglio, h. 21.00 – Filmstudio90 (Varese)

Paolo Attivissimo ci parla delle false notizie scientifiche.

Memoria Biologica

Martedì 2 Luglio – Ore 18.00 – Al Borducan, Via Moriggi 43, Varese (Sacro Monte)

Andrea Pinotti, docente di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano, parlerà di Samuel Butler, eclettico autore inglese del XX secolo, scrittore di due libri utopici ispirati dalle teorie darwiniane  (Erewhon ed Erewhon Revisited) e di quattro libri di divulgazione scientifica sui risvolti dell’evoluzione. La memoria biologica: come il corpo trasmette informazioni attraverso innumerevoli generazioni.

L’associazione Storie di Scienza ringrazia inoltre i gestori del Borducan per ospitarci nello stesso luogo che visitò Butler durante i suoi viaggi nella provincia di Varese, luogo che lo ispirò a scrivere dei Sacri Monti italiani. Verranno inoltre proiettate delle foto per gentile concessione del St. John’s College di Cambridge.

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