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La notte dei ricercatori: 25 e 26 settembre

Notte dei Ricercatori La Città incontra l’Università – L’Università incontra la Città venerdì 25 e sabato 26 settembre 2015 Meet Me Tonight – La Notte dei Ricercatori – è un’iniziativa europea che Continua a leggere »

Evoluzione tecnologica

Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini più semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza è Continua a leggere »

Tag Archives: Complottismi

Paolo Attivissimo – Bufale scientifiche e Scienza delle bufale

Paolo Attivissimo a Filmstudio ’90, a Varese, il 18 luglio 2013 parla di bufale scientifiche e scienza delle bufale nell’ambito dell’Estate Scientifica promossa dall’Associazione Storie di Scienza www.storiediscienza.it

 

dal blog di Paolo Attivissimo riprendiamo anche la bibliografia della serata:

  • La famosa invasione delle vipere volanti, Paolo Toselli, Sonzogno, 1994
  • Tutte storie, Danilo Arona, Costa e Nolan, 1994
  • Leggende metropolitane: Storie improbabili raccontate come vere, Jan Harold Brunvand, 1986, Costa e Nolan
  • Nuove leggende metropolitane, Jan Harold Brunvand, 1990, Costa e Nolan
  • Le nuove leggende metropolitane – Manuale per detective antibufale (atti del convegno Contaminazioni, Torino 2004), a cura di Paolo Toselli e Stefano Bagnasco, Avverbi
  • Le voci che corrono, Jean-Noel Kapferer, Milano, 1987, Longanesi
  • Il bambino è servito, Cesare Bermani, Dedalo
  • Non ci casco, Edizioni Millelire
  • Leggende tecnologiche… e il gatto bonsai mangiò la fragola pesce, Lorenzo Montali, 2003, Avverbi
  • Disinformation Technology – Dai falsi di Internet alle bufale di Bush, Stefano Porro e Walter Molino, 2003, Apogeo
  • La falsa scienza, Silvano Fuso, Carocci editore (2013)
  • Bufale – Manuale di difesa contro le balle dei media, John Battista, 2012, Editori Internazionali Riuniti
  • 101 stronzate a cui abbiamo creduto tutti almeno una volta nella vita, Severino Colombo, 2011, Newton Compton Editori

I rischi del Grande Complotto

Domani Sds ospita a Filmstudio ’90 il giornalista Paolo Attivissimo, divulgatore scientifico e informatico (anzi “Disinformatico”) noto al grande pubblico principalmente per l’attività di “debunker”, ossia il critico e confutatore delle teorie del complotto e di diverse leggende metropolitane, dai richiami al paranormale fino ai deliri pseudoscientifici.

In questi giorni abbiamo dedicato parte del sito a raccogliere ed analizzare brevemente alcune bufale più o meno note, sebbene l’elenco sarebbe potuto continuare a lungo: da quelle più paranoiche  ma eventualmente innocue (il progetto HAARP in Alaska, ad esempio, ha chiuso per mancanza di fondi, non certo perché accusato di essere l’ordigno “fine di mondo” dai cospirazionisti), a quelle più insidiose e capaci di effetti negativi ( è di questi mesi la notizia della ricomparsa del morbillo in forma epidemica nel Regno Unito, in parte a causa delle paranoie delle teorie complottiste sui vaccini).

Spesso la “vox populi” attribuisce a Internet la responsabilità della diffusione di tali teorie: si tratta di un punto di vista difficilmente sostenibile che non tiene conto di come il cospirazionismo abbia radici culturali e antropologiche più profonde, preesistendo largamente da prima della diffusione della Rete.

Un altro elemento spesso presente nell’atteggiamento comune è una drammatica sottovalutazione del problema: i cospirazionisti sono minoritari, per lo più legati ad ambienti di estrema destra (più raramente, ma particolarmente in Italia, anche di estrema sinistra), e non di rado tali teorie vengono fabbricate con intenti di truffa commerciale o di abuso della credulità popolare. Parrebbe quindi ragionevole lasciarli alla gestione delle autorità preposte.

In realtà l’esistenza di queste nicchie cospirazioniste rappresenta un problema per il dibattito scientifico e democratico: per rendere possibile un adeguato confronto pubblico sui temi di rilievo generale dell’Impresa Scientifica è infatti necessario, e non lo si ripeterà mai abbastanza, il capillare e complesso lavoro della divulgazione scientifica che serve sia a spiegare al grande pubblico ciò che senza una mediazione tecnica non sarebbe immediatamente comprensibile, sia a diffondere nei cittadini l’indispensabile spirito critico necessario a qualunque forma di dibattito razionale, ed infine sia a promuovere la generale maggior formazione culturale della cittadinanza.

I presupposti di ogni complottismo presentano sempre l’idea che vi siano “verità nascoste” o arcani segreti che qualche gruppo abilmente manipola; sostengono l’esistenza di una “scienza ufficiale”, ovviamente corrotta e screditata, in contrapposizione con una “ricerca indipendente” di solito giudicata più attendibile per il solo fatto di essere presa in scarsa o nulla considerazione dal mondo accademico.

La pericolosità di questo atteggiamento è evidente poiché sbriciola la realtà in un caleidoscopio di percezioni soggettive, ovviamente inattaccabili dal momento in cui qualunque conferma viene vista come tale mentre ogni smentita è, ipso facto, parte del complotto. In questo modo non è più possibile un dibattito scientifico pubblico concreto, basato su scoperte e fatti; non è più possibile la diffusione della scienza che è, per sua natura, attività sociale e pubblica che deve poter vivere del dibattito fra esperti così come del confronto sugli obiettivi. Inoltre emerge sempre pià popolare l’idea della Scienza come una sorta di chiesa dedita a culti esoterici e nascosti, per tacere del fatto che si perde l’opportunità di svelare e analizzare quei rari complotti che talvolta nel mondo possono sempre realizzarsi.

Mauro Sabbadini (presidente)

 

 

Appuntamento giovedì 18 alle 21.00 a Filmstudio 90

Aspettando Attivissimo : Storie di Complottismi

Se la bufala è una notizia falsa che nasce e vive in sé stessa, il complottismo (o teoria cospirazionista) ne è una variazione che mette come punto di partenza l’idea della segretezza. Una premessa bisognosa è la distinzione tra complotto e complottismo: nel primo caso, oltre a presentare un forte carattere di plausibilità, si hanno prove concrete di una cospirazione, mentre nel secondo, oltre ad un minor grado di plausibilità, non si ha nulla che ne dimostri l’esistenza. Se il complotto può essere verificato, studiato e “testato” da chiunque, il complottismo richiede normalmente di essere accettato prima ancora di venire dimostrato, con conseguente “contaminazione” del nostro spirito critico.

Un esempio classico sono gli sbarchi sulla luna. Davanti alle prove tangibili, diventa difficile presupporre che l’allunaggio sia stato una invenzione, specie se tali prove vengono vagliate in forma obiettiva; partendo invece dal presupposto che esista una cospirazione, si arriva all’estremo di credere che coloro che dimostrano l’infondatezza della nostra teoria siano parte integrante di quel mondo che continua a propinarci supposte falsità. Famoso è l’esempio della bandiera americana, per cui risulta impossibile che si trovasse in quella posizione in un luogo dove la forza di gravità non lo permetterebbe: la risposta a questo dubbio lecito è semplice, si trattava di una bandiera con un’asta di ferro superiore, ma nell’ideologia cospirazionista chi fornisce tale risposta lo fa inventandola di sana pianta. Ciò che ne risulta è l’impossibilità di dialogo, poiché qualsiasi prova contraria alla teoria complottista finirà per far parte della cospirazione stessa.

Paolo Attivissimo, nel suo blog, smonta le teorie complottiste.

Paolo Attivissimo, nel suo blog, smonta le teorie complottiste.

Sarebbe scorretto definire il complottismo come semplice figlio del dubbio e del pensiero critico: la razionalità infatti ci spinge a dubitare, ma tale azione deve essere rivolta anche verso noi stessi. Il complottismo in realtà vizia lo spirito critico, assoggettandolo ad una forma mentale dogmatica: non si vuole valutare due posizioni differenti (vero e falso riferiti allo sbarco sulla luna), soppesarle e cercare di confrontarle con le prove, quanto invece soverchiare l’avversario ed avere perciò “ragione” senza mai ammettere di potersi essere sbagliati.

Complottismi e cospirazioni nascono velocemente, spesso unendosi per creare rapporti interni sempre più vasti, come se fosse una immensa ragnatela; tutto ciò è possibile poiché queste teorie si basano quasi sempre sugli stessi topoi (gli stessi temi), a volte rendendosi facilmente intercambiabili pur poggiando su considerazioni opposte (ad esempio la stessa cospirazione può essere vista di destra o di sinistra a seconda di chi la guarda). Darne un piccolo assaggio non può che aiutarci a capire i vari modi in cui si costruiscono e compaiono:

I Rettiliani

Il gruppo Bilderberg

Vril, il popolo sotterraneo

Bufale Scientifiche – Paolo Attivissimo

giovedì 18 luglio, ore 21.00 – Filmstudio90 (via de Cristoforis, Varese)

 

Storie di Complottismi : i Rettiliani

Promulgata da David Icke, ex presentatore sportivo della BBC definitosi nel 1991 “son of the Godhead” dopo che una chiromante gli svelò che il suo ruolo sulla terra era di fare da avatar per lo spirito del mondo, il concetto dei rettiliani è molto semplice: non sono altro che esseri dalle fattezze rettili, eretti (quindi umanoidi), succhiatori di sangue (come  vampiri) ed alieni, provenienti infatti dal sistema solare Alpha Draconis (sistema realmente esistente).

I rettiliani hanno un solo scopo: la dominazione del mondo. Pur essendo alti tra il metro e cinquanta e i tre metri, posseggono la capacità di mutare forma, cosa questa che gli permette di apparire umani, posizionarsi in luoghi di potere e riprodursi con i terrestri creando meticci (i Bush e la regina Elisabetta dovrebbero infatti avere legami di sangue con gli extraterrestri di Alpha Draconis).

Costellazione - Alpha draconis.

Costellazione – Alpha draconis.

Sebbene si supponga che questa teoria sia nata nel 1934 con la bufala della scoperta di una città sotterranea creata da una razza di lucertole umanoidi, l’idea più verosimile è che i Rettiliani nascano dal programma televisivo V (Visitors). Al di là di tutto, il cospirazionismo di Icke è talmente assurdo (e ovviamente senza straccio di prove) da portare a due sole possibili conclusioni: o Icke ci crede veramente (così come a tutte le altri teorie da lui promulgate, in buona fede), oppure la sua è una strategia, uno dei più grandi scherzi giocati all’umanità, la dimostrazione che anche i complottismi più assurdi possono trovare persone (anche se poche) che li seguano e credano in essi, comprando pure i libri di Icke.

 

Aspettando Attivissimo

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Reptilians

http://en.wikipedia.org/wiki/David_Icke

http://skeptoid.com/episodes/4046

http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1860871_1860876_1861029,00.html

Storie di complottismi : Vril, il fluido della razza sotterranea

Nel 1871 viene pubblicato un libro dal titolo The Coming Race, il tutto in forma anonima; lo scrittore si rivelerà essere Edward Bulwer-Lytton, famoso per aver coniato le frasi “la penna è più forte della spada” e “era una notte buia e tempestosa”.  La storia è di per sé molto semplice: il protagonista del romanzo si spinge all’interno di anfratti terrestri fino a trovare una popolazione sotterranea ipertecnologica (i Vril-ya) in possesso di un fluido (Vril) in grado di far compiere azioni mirabolanti, come distruggere e guarire esseri viventi a comando.

A distanza di alcuni decenni, la pseudoscienza (in special modo la pseudostoria) iniziò a farla da padrone nella cultura nazista (si veda il concetto di ariano). L’idea di una razza sotterranea superiore in possesso di un grado tecnologico avanzato non poteva quindi non trovare un terreno fertile; indicativamente, il gruppo nazista che si occupava di trovare questo fluido (Vril) si chiamava Wahrheitsgesellschaft (“gruppo per la verità”) ed era localizzato a Berlino.

Copertina del romanzo

Copertina del romanzo

Come se si fosse davanti ad un gioco di specchi, l’esistenza stessa della Wahrheitsgesellschat è messa in discussione. Le notizie della sua esistenza sono infatti riferite da Willy Ley, uno storico della scienza tedesco che fuggì dai nazisti nel 1937; Ley ne parla nell’articolo “Pseudoscience in Naziland”, aggiungendo in breve che la ricerca del Vril da parte i membri della Wahrheitsgesellschaft si svolgeva solo durante il loro tempo libero. Prove certe dell’esistenza di una società esoterica nazista atta alla ricerca del Vril sono quindi da contarsi sulle dita di un pesce, ossia sono pari zero.

Date le credenziali di Willy Ley, si possono presupporre due soluzioni: o lo storico si era del tutto sbagliato, o più semplicemente c’erano sì pseudo-scienziati attratti dall’idea di una razza sotterranea, ma si trattava di un gruppo sparuto di breve vita, un gruppo che spendeva solo minuscoli ritagli di tempo a chiedersi se i Vril-ya fossero realmente esistiti.

 

Aspettando Attivissimo

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Vril

http://www.gutenberg.org/ebooks/1951

http://en.wikipedia.org/wiki/Willy_Ley

http://www.alpenfestung.com/ley_pseudoscience.htm

Storie di complottismi : il gruppo Bilderberg

Nato nel 1954, il gruppo Bilderberg non è altro che un evento annuale in cui partecipano varie personalità di spicco, normalmente banchieri, capi di industria e politici. L’idea originale era molto semplice: creare una conferenza per discutere del rapporto Europa-America, in special modo per diminuire il sorgere di sentimenti anti-statunitensi e aprire così un dialogo tra le nazioni. Al di là delle visioni politiche che ciascuno di noi può avere, il fine dell’evento del 1954 risulta tutt’altro che cospirazionista.

Disparate sono le critiche verso il gruppo Bilderberg. Un punto cruciale è il loro esclusivismo ed elitarismo che viene radicalizzato nell’idea di “società segreta con obiettivi di dominio”: il fine di questi eventi annuali sarebbe infatti il decidere le sorti del mondo, il tutto per arrivare al risultato di una centralizzazione di potere globale, centralizzazione che ovviamente cadrebbe nelle mani dei bilderberghiani. Il paradosso risalta nel concetto di segretezza: tutti infatti sono a conoscenza delle conferenze (date e luoghi) così come del nome dei partecipanti. Allo stesso tempo, le critiche cospirazioniste incontrano un altro paradosso: alcuni infatti propongono l’idea di un gruppo Bilderberg ispirato alla sinistra russa, altri di un gruppo Bilderberg ispirato alla destra americana.

Bilderberg 2013

Bilderberg 2013

Il concetto di “dominio mondiale” non è certamente cosa nuova, e tra i vari gruppi tacciati di “brama di potere globale” si annoverano i massoni, gli illuminati o addirittura gli ebrei. Una cosa è certa: credere che tutti gli esseri umani si possano trovare a rispondere incondizionatamente ad un solo gruppo di potere è una fantasia che non tiene conto della complessità degli uomini e dei rapporti di potere. Criticare il gruppo Bilderberg per il loro elitarismo, per il loro esser troppo legati al mondo dell’economia, della finanza, degli Stati Uniti e dell’Europa, o per non aprire il dialogo ad una massa di popolazione più ampia è lecito; presupporre che siano un gruppo di dominazione senza avere alcuna prova reale (e spesso solo prove contrarie) risulta essere puro complottismo.

 

Aspettando Attivissimo

 

http://www.bilderbergmeetings.org/index.php

http://www.guardian.co.uk/world/bilderberg

http://en.wikipedia.org/wiki/Bilderberg_Group