Storie di Scienza 2014

Festival della scienza di Varese Dal 6 al 29 Maggio Aperitivi scientifici, conferenze, conferenze-teatrali, cineforum e laboratori per i più piccoli. Il Festival 2014 di Storie di Scienza è ormai pronto a partire: Continua a leggere »

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Processo al processo : il caso Galilei

Per quanto possa di certo creare dispiacere negli animi più candidi, è sempre bene ricordare che tra la mitologia creata sulla persona di Galileo in relazione ai suoi processi e la verità di ciò che successe esiste un profondo abisso. Per riuscire a comprendere la questione ci si rifarà soprattutto ai capitoli 9 e 13 di Against Method (Contro il Metodo) di Feyerabend; secondo il filosofo di origine austriaca, il primo punto da mettere in conto era la scientificità della teoria geocentrica. Come giustamente scrive, tale teoria era corroborata da studi e ricerche che esulavano dal fattore religioso (pag. 128): “The judgment was made without reference to the faith, or to Church doctrine, but was based exclusively on the scientific situation of the time” (trad. : “Il giudizio [del 1616] venne svolto senza alcun riferimento alle questioni di fede o alla dottrina della Chiesa, ma venne basato esclusivamente sulla situazione scientifica del tempo”). Il risultato di ciò è il dover comprendere che Galileo non stava lottando contro delle credenze assurde, bensì contro una teoria scientifica (per quanto errata potesse essere): si può quindi dire che il giudizio formulato su di lui era stato deciso da una giunta di suoi pari che avevano valutato la sua teoria secondo gli standard di un metodo scientifico accettato da tutti.

Paul Feyerabend

Paul Feyerabend

Il secondo punto si riferisce alle prove portate da Galileo. Feyerabend introduce tale questione sovvertendo l’idea che la chiesa avrebbe comunque rifiutato la teoria eliocentrica per il suo essere in contrasto con la Bibbia (pag. 132): “A truth supported by scientific reasoning was not pushed aside. It was used to revise the interpretation of the Bible passages apparently inconsistent with it” (trad. : “Una verità supportata da un ragionamento scientifico non veniva scartata. Veniva usata per rimodellare l’interpretazione di quei passi della Bibbia apparentemente inconsistenti con tale verità”). A dimostrazione di ciò, nello stesso paragrafo Feyerabend dimostra come la Chiesa credesse nella sfericità della terra, una sfericità in contraddizione con alcune parti della Bibbia dove si evince la teoria della terra piatta. Se Galileo avesse quindi portato prove concludenti e irrefutabili, la Chiesa avrebbe dovuto “chinare il capo”.

Galileo Galilei

Galileo Galilei

La prova fondamentale di Galileo era il cannocchiale: ciò che spesso non si comprende è il fatto che un cannocchiale del 1600 è differente da uno qualsiasi odierno, cosa questa che dovrebbe far capire perché il mezzo di Galileo venne sottoposto a forti dubbi da parte di chi veniva invitato ad utilizzarlo. Feyerabend cita Horky, pupillo di Keplero (pag. 85): “Below it works wonderfully; in the heavens it deceives one, as some fixed stars are seen double” (trad. : “[Sulla terra il telescopio] funziona perfettamente; [quando è rivolto al cielo] inganna, poiché alcune stelle fisse sono viste come doppie”). Se a ciò si aggiunge il fatto che tale mezzo provocava non piccoli problemi agli occhi (forse questa la motivazione della cecità di Galileo) e che lo stato della medicina del XVII° secolo non aiutava certo chi già soffrisse di “problematiche oculistiche”, non risulta difficile da comprendere il perché molte persone reputate dotte rifiutassero di dare un giudizio definitivamente positivo sul cannocchiale.

Particolare del cannocchiale di Galileo (copyright Museo Galileo)

Particolare del cannocchiale di Galileo (copyright Museo Galileo)

Il risultato della ricerca di Feyerabend è un giudizio che riguarda l’onestà intellettuale (pag. 127): “[…] a small clique of intellectuals aided by scandal-hungry writers succeded in blowing [the trial] up to enormous dimensions […] This is childish and also very unfair towards the many other victims of 17th-century justice. It is especially unfair towards Giordano Bruno […]” (trad. : “[…] un piccolo gruppo di intellettuali coadiuvati da scrittori alla ricerca di scandali sono riusciti a trasformare [il processo] in qualcosa di dimensioni enormi […] Tutto ciò denota un certo infantilismo ed è inoltre molto scorretto nei riguardi delle tante altre vittime della giustizia del XVII° secolo. E’ specialmente scorretto nei confronti di Giordano Bruno […]). Non si rifiuta quindi a Galileo la sua grandissima importanza in qualità di studioso, né si discute del fatto che fosse sulla strada conoscitiva corretta o che l’ingerenza della Chiesa fosse sbagliata, ma non si può nascondere come siano andati veramente i fatti: se il concetto di verità è ciò che spinge ad apprezzare la scienza, tale verità non può essere viziata in forma propagandistica.

 

Post Scriptum : l’edizione di Against Method usata per quest’articolo si riferisce ad una ristampa del 2010 (US, Verso). Le fotografie usate sono state tratte da wikipedia, tranne per il cannocchiale (vedasi link didascalia). Si sottolinea che in questa sede il discorso di Feyerabend è stato semplificato ed incentrato solo sulla questione legata alle prove scientifiche; per maggiori e più profondi dettagli (in special modo nei riguardi della posizione di Feyerabend e del perché si sia interessato alla “questione Galileo”) si rimanda quindi alla lettura del libro stesso, in particolare ai capitoli dal settimo al quattordicesimo.