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La notte dei ricercatori: 25 e 26 settembre

Notte dei Ricercatori La Città incontra l’Università – L’Università incontra la Città venerdì 25 e sabato 26 settembre 2015 Meet Me Tonight – La Notte dei Ricercatori – è un’iniziativa europea che Continua a leggere »

Evoluzione tecnologica

Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini più semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza è Continua a leggere »

Tag Archives: Evoluzione

Evoluzione tecnologica

Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini più semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza è data dalla capacità di trovare cibo e di non diventarlo, ossia che la sopravvivenza altro non è se non, tautologicamente, la capacità di non morire troppo presto (più presto si muore, minore sarà la possibilità di riprodursi).

Fermi Redux

Il paradosso di Fermi, nella sua forma più semplice, pone un quesito molto chiaro: se esistono altre forme di vita intelligenti nell’universo, perché fino ad oggi non abbiamo mai avuto alcun contatto con loro? Svariate sono state le risposte date ed è forse bene iniziare con quella più semplice, ossia che oltre all’essere umano non esistono altre forme di vita intelligenti nell’universo.

Piccoli denti, grande cervello: gli studi proseguono

Articolo originale scritto per Pikaia.eu – Il portale dell’evoluzione.

13/03/2014 – Rare eccezioni non mancano, come ad esempio in Homo florensiensis, ma la riduzione dei molari e premolari (post-canini) nel genere Homo parallelamente all’encefalizzazione è un dato di fatto. Una ricerca pubblicata il 30 gennaio 2014 su BioMed Research International ha analizzato le relazioni tra le dimensioni dei denti molari e premolari (post-canini), la dieta assunta e le dimensioni del cervello in diverse specie di primati estinti ed esistenti.

Il Darwin Day a scuola

Da lungo tempo il mondo anglosassone commemora l’anniversario della nascita di Charles Darwin (12 febbraio 1809) con conferenze, incontri, dibattiti ed eventi che ricordano l’importanza del grande naturalista nella storia del pensiero scientifico, e che celebrano, in generale, i valori del metodo scientifico e del pensiero razionale.

Anche in Italia, da tempi più recenti, Enti e associazioni diverse organizzano i Darwin Day: giornate di conferenze, dibattiti, discussioni intorno alla teoria dell’evoluzionismo, alla figura, alla storia, alle vicende personali di Darwin, che è di gran lunga il nome più citato nei testi scientifici.

Quest’anno l’associazione Storie di Scienza (www.storiediscienza.itha deciso di avvicinare i ragazzi a questa iniziativa, portandola direttamente a scuola.

cavalliIl professor Francesco Cavalli-Sforza al Darwin Day 2013 a Varese

Il professor Francesco Cavalli Sforza, docente di Genetica e Antropologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, autore di saggi di divulgazione scientifica e testi per le scuole, regista televisivo e cinematografico, appassionato di didattica, curatore del sito www.progettogea.com, spiegherà i concetti fondamentali dell’evoluzionismo a circa 400 ragazzi delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado “Dante” (il giorno 10 febbraio) e “Vidoletti” (il giorno 12 febbraio), in Varese.

“Evoluzione biologica, evoluzione culturale” è il titolo della “lezione”, che tratterà i meccanismi genetici e culturali che hanno portato gli esseri umani e le loro società ad essere così come oggi le conosciamo.

Cervelli vonnegutiani e antichi crostacei

“Un milione di anni dopo, sento di dovermi scusare per la razza umana. E’ tutto ciò che posso dire.” (A million years later, I feel like apologizing for the human race. That’s all I can say” – pag. 85). Con questa frase, all’inizio del capitolo 16 di Galapagos, lo scrittore Kurt Vonnegut rende palese ai suoi lettori la necessità di un profondo esame di coscienza evoluzionistico; alla base del suo romanzo pulsa quella domanda che qualsiasi neo-darwininista moderno dovrebbe farsi almeno una volta nella vita, ossia se il nostro cervello (il “big brain” che la razza umana ha perso nel remoto futuro vonnegutiano) non possa essere classificato come una mutazione negativa.

Tecnica umana e meduse immortali

Uno degli aspetti più naturali per qualsiasi essere vivente è l’ovvia impossibilità di avere un corpo capace di resistere sia a qualsiasi evento esterno che al proprio decadimento: il percorso della sopravvivnza deve per forza di cosa arrivare ad una fine, tnato per il singolo individuo quanto per la specie intera. La morte può sopraggiungere per vecchiaia, ovviamente secondo le variazioni del caso: se un cane ha una media di circa 13 anni di vita, un essere umano può arrivare fino ad 80, mentre le carpe Koi e le tartarughe giganti superano facilmente i 200.  Di certo il caso più interessante è quello della Turritopsis Nutricola, più comunemente chiamata Medusa Immortale: teoricamente, data la sua capacità di ringiovanire ad infinitum, l’unico modo per porre fine alla sua esistenza sarebbe attraverso metodi violenti.

Problemi di Panspermia

Proposizione dal retrogusto di fantascienza, la panspermia può essere ridotta ad una semplice frase: gli organismi biologici terrestri si sono sviluppati sul nostro pianeta ma sono stati generati da un’altra parte. Si tratta quindi di una ipotesi il cui fine sarebbe solo quello di dare una risposta sul luogo di origine della vita (intesa come quella della terra), ipotesi che per quanto interessante è ad oggi in uno stadio ancora embrionale (soprattutto speculativo) e che certamente può provocare non poche false letture e degenerazioni in teorie pseudoscientifiche; risulta quindi fondamentale attuare un attento processo di decostruzione, ossia valutarne la plausibilità.