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La notte dei ricercatori: 25 e 26 settembre

Notte dei Ricercatori La Città incontra l’Università – L’Università incontra la Città venerdì 25 e sabato 26 settembre 2015 Meet Me Tonight – La Notte dei Ricercatori – è un’iniziativa europea che Continua a leggere »

Evoluzione tecnologica

Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini più semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza è Continua a leggere »

Tag Archives: matematica

Numeri Culturali

Che i numeri siano infiniti è cosa certa, come certo è il fatto che i numeri non sono infiniti. Sebbene tutto ciò appaia paradossale, la questione è una semplice presa di posizione davanti alla realtà dei fatti: da una parte abbiamo i numeri intesi come una serie senza fine (si potrebbe definirlo un processo di astrazione assoluto), dall’altra abbiamo i numeri intesi come un mezzo umano per classificare e lavorare con ciò che ci circonda (un processo di “concretizzazione”). La questione è quindi legata all’utilizzo e alle possibilità in nuce (in potenza): se è ipoteticamente vero che si potrebbe contare senza mai arrivare ad una fine, dall’altra ci si scontrerebbe con il valore di una tale azione (cui prodest, o in maniera più vernacolare “a che scopo?”) e con il più interessante fatto che per forza di cose arriveremo ad un punto in cui saremmo incapaci di proseguire soprattutto a causa di un nostro collasso mentale.

Basi

Ogni volta che guardiamo le dita delle nostre mani nulla ci appare più naturale di una supposta predisposizione a contare in base dieci; qualsiasi altro meccanismo ci risulta a prima vista inconcepibile e spesso, sebbene si possa intendere che il sistema decimale sia uno dei tanti possibili, rimaniamo comunque ancorati ad un “decacentrismo” in cui la nostra base risulta essere l’unica giusta e corretta.  Partiamo sempre dall’idea che esistano indiscutibilmente solo dieci cifre (partendo dallo zero) e che una volta contato fino al nove si passi poi ad avere una decina, un numero composto graficamente da due parti; ovviamente si può anche aumentare la complessità, passare cioè da 10 a 100 fino all’infinito, ma sempre in base decimale.

Zero

Storicamente lo zero appare per la prima volta in Egitto sotto forma di geroglifico; all’incirca nella stessa data (metà del secondo millennio a.C.) fa la sua comparsa tra i Babilonesi come semplice spazio vuoto tra due cifre (ovviamente si tratta di caratteri diversi da quelli da noi attualmente utilizzati) per poi assumere sembianze più “concrete” (fondamentalmente cuneiformi). Per i Greci lo zero aveva una sua valenza, seppure più filosofica (non bisogna dimenticare che i pitagorici fondevano matematica e filosofia in un sincretismo quasi religioso), mentre i Romani  optavano per un approccio più “materialistico”: lo zero era per loro nihil o nulla, un concetto più pragmatico e meno astratto.

Intervista a Giovanni Filocamo

Laureato in fisica, Giovanni Filocamo è uno dei più interessanti giovani divulgatori scientifici italiani: oltre alle sue collaborazioni con il Festival della Scienza di Genova, è project manager di MateFitness ed ha collaborato a svariati convegni ed eventi con l’obiettivo di insegnare ad apprezzare la matematica.  Tra i suoi libri di divulgazione spiccano Mai più paura della matematica (2009), Il matematico curioso (2010) e Mai più paura della fisica (2011), scritti con una prosa capace di rendere il più accessibile materie troppo spesso viste come ostiche.

Macchine a vapore e numeri aborigeni

Tra i miti da sfatare risalta quello legato alla capacità di contare degli aborigeni australiani: se la leggenda ci dice che le loro computazioni matematiche arrivano fino a tre (dal quattro in poi si ha solo “molti”), in realtà si può arrivare tranquillamente al trentuno. Ovviamente tutto ciò non cambia molto il nostro modo di porci davanti alla questione: ci appare infatti assurdo credere che un essere umano perfettamente sano da un punto di vista “cerebrale” non sia capace di arrivare almeno a comprendere che i numeri siano infiniti. E’ per noi inconcepibile che nessuno in Australia si sia mai posto il dilemma di capire cosa venga dopo quel famigerato 31, una stranezza che sebbene non ci faccia passare notti insonni rende strano credere che non sia mai capitato di trovarsi davanti ad almeno 32 unità di qualsiasi oggetto.