cheap nfl jerseys 857 cheap jerseys china 477 Final Four Investing Brack 749460

carried the market on its back and sits on gobs of cash and investments ($100 billion and counting), so why jump off the train? Eventually the music stops and while this amazing Continua a leggere »

La notte dei ricercatori: 25 e 26 settembre

Notte dei Ricercatori La Città incontra l’Università – L’Università incontra la Città venerdì 25 e sabato 26 settembre 2015 Meet Me Tonight – La Notte dei Ricercatori – è un’iniziativa europea che Continua a leggere »

Evoluzione tecnologica

Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini più semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza è Continua a leggere »

Tag Archives: neanderthalensis

Fratelli di un’unica specie?

Dmanisi, Kvemo Kartli meridionale, Georgia meridionale, Caucaso del Sud.
Pleistocene medio-inferiore.

28/10/2013 – Non è stata smontata nessuna teoria consolidata.

Per la buona pace di chi rimane costantemente vigile e in agguato col fine di rivendicare come unica verità il rispettivo credo in racconti della mitologia o del genere fantasy-storico.

Separati e reincontrati

L’ibridazione è stato uno dei processi chiave dell’ominazione (sinonimo di evoluzione umana).

Grazie ad essa infatti gli appartenenti a taxa differenti hanno unito le rispettive caratteristiche in nuovi individui che col tempo sono aumentati di numero e si sono riprodotti.
Taxa: i raggruppamenti che compongono la classificazione scientifica della gerarchia della vita.

Paese che vai usanza che trovi

Europa occidentale. Tardo Paleolitico medio.

 

12/08/2013 – Quando ci si interessa di ominidi, generalmente il primo approccio è quello di immaginarli come una serie di compartimenti stagni aventi al proprio interno caratteristiche omogenee e immutabili.

Che si parli di ecologia, di comportamento sociale o di cultura, la meccanica psicologica di primo impatto è quella di standardizzarli. Renderli un’illustrazione da enciclopedia.

Esempio di dozzinale semplificazione

Esempio di dozzinale semplificazione

L’errore diviene ancora più grave quando tale approccio viene (inconsciamente) applicato agli ominidi che più presentano comportamenti avanzati.

Proprio perché questi hanno sviluppato una complessità culturale ed ecologica rilevante, dovrebbe però essere ovvio l’anteporre mentalmente a ominidi la parola popolazioni, e ancor più “proto-etnie” per quanto riguarda i più evoluti.

Nonostante le differenze tra i vari gruppi non siano state articolate dal modo di pensare tipico e unico dei sapiens moderni, è innegabile che più si avanzi nella scala evolutiva e più si presentino delle variabili degne di considerazione evidenziabili dalla regione geografica d’appartenenza.

Ascia da pugno musteriana. Clicca sull'immagine per ingrandire.

Ascia da pugno musteriana.

Questo fatto viene vistosamente documentato da una ricerca pubblicata su Journal of Human Evolution che si è posta l’obiettivo di esaminare una serie di bifacciali neanderthaliani provenienti da tutta l’Europa occidentale: Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Germania.
Il periodo coinvolto è il tardo Paleolitico medio, tra i 115.000 e i 35.000 anni fa.

Dalla comparazione è emerso un alto grado di variazione nella morfologia dei manufatti, indice di un ampio ventaglio di metodi di produzione.

Nonostante questo dato, i ricercatori hanno individuato delle caratteristiche comuni coincidenti con tre differenti macroregioni:

Keilmessergruppe. Clicca sull'immagine per ingrandire.

Esempio di manufatto litico del Keilmessergruppe.

1- Mustariano di Tradizione Acheuleana (abbreviata in MTA), nel sud-ovest, dove dominano le asce da pugno;
2- Keilmessergruppe (abbreviata in KMG), nel nord-est, caratterizzato da strumenti bifacciali “posteriori” e a forma di foglia;
3- Musteriano con utensili bifacciali (abbreviata in MBT), situato a metà tra le zone di MTA e  KMG, caratterizzato da una vasta gamma di strumenti bifacciali per i quali non è possibile trovare una classificazione accomunante.

geografia_europa_bifacciali_neanderthal

Una nota di carattere descrittivo: la Tradizione Musteriana era caratterizzata dalla lavorazione del nucleo della pietra, che dava il vantaggio di poter ottenere diversi utensili partendo da esso tramite il processo di scheggiatura.

L’interpretazione di questi dati vede MTA e KMG, corrispondenti alle due macroregioni laterali, come zone di persistenza culturale nel tempo. La medesima tradizione manifatturiera litica sarebbe stata tramandata per generazioni senza snaturanti contaminazioni. Da ciò si può dedurre che probabilmente le “paleo-etnie” neanderthaliane relative a queste aree siano state sostanzialmente sedentarie, e che quindi abbiano avuto scarsi contatti esterni.

Discorso differente invece per la macroregione KMG: la varietà di produzione può essere letta come un indice di alta mobilità e di interazione di gruppi dell’est (KMG) e dell’ovest (MTA).

 

Ernesto Pozzoni

follow_me_on_twitterfollow me on google+ - Ernesto PozzoniFollow Me on Facebook - Ernesto Pozzoni

ernesto (puunt0] pozzoni [çhi0cçi0Ia) gmail punt0 lT

 

Se l’articolo è stato di tuo interesse, ti invito a condividerlo con i tuoi social-network preferiti cliccando sui rispettivi strumenti di condivisione messi a disposizione qui di seguito. Grazie.

In caso di esplicita richiesta dei legittimi proprietari, le eventuali immagini con diritti d’autore verranno cancellate.

L’equilibrio habitat-prede-predatori: il sito di Pyre racconta ancora

Payre, dipartimento dell’Ardèche, regione Rodano-Alpi, Francia, Europa occidentale. Paleolitico medio.

 

10/08/2013 . Ancora i denti sono i protagonisti di uno studio effettuato questa volta su reperti provenienti dal sud-est della Francia, dal sito di Payre e i cui risultati sono stati pubblicati su Journal of Human Evolution. Una piccola nota di “merito” va al sito, già noto per l’abbondanza di ritrovamenti archeologici e paleoantropologici tanto da essere di notevole rilievo nello studio della cronologia del Paleolitico medio.

Posizione e stratigrafia del sito di Payre

Posizione e stratigrafia del sito di Payre

In base alla ricostruzione della distribuzione degli ungulati nel paesaggio circostante il sito di Payre sulla base del carbonato dello smalto e rispetto alla distribuzione delle risorse litiche, si è scoperto che cavalli, rinoceronti e grandi bovidi si nutrivano nella Valle del Rodano, cervi e grandi bovidi sugli altipiani calcarei. Tahr e camosci pascolavano invece sui versanti montani. Le principali prede degli uomini di Neanderthal erano rappresentate da cavalli, cervi e grandi bovidi.
Ricostruzione della presenza e distribuzione della paleofauna ungulata del sito di Payre

Ricostruzione della presenza e distribuzione della paleofauna ungulata del sito di Payre

Nello specifico, sono stati analizzati gli isotopi di carbonio e di ossigeno contenuti nello smalto dei denti sia di Homo neanderthalensis, sia degli animali erbivori e carnivori coesistenti. Il fine è stato quello di cercare di ricostruire al meglio la relativa paleoecologia in termini di caccia, sussistenza e sfruttamento delle risorse.0
I risultati della ricerca mostrano che gli erbivori non presentano nel tempo grandi variazioni degli isotopi, il che indica una dieta conservativa indipendentemente dalle variazioni climatiche ed ambientali. La conseguente deduzione è che, sfruttando le risorse del luogo, abbiano utilizzato sistemi di sussistenza stabili nel tempo.
Considerando che uno studio precedente effettuato sull’usura dei denti degli erbivori abbia dimostrato che essi siano rimasti nonostante avessero avuto la possibilità di migrare verso altri pascoli, sommando i risultati delle ricerche coinvolte si deduce che nell’area doveva essersi stabilito un “ecoequilibro” habitat-prede-predatori, tra i quali spiccano i neandertaliani e i concorrenti lupi.

Ernesto Pozzoni

follow me on google+ - Ernesto PozzoniFollow Me on Facebook - Ernesto Pozzoni

ernesto (puunt0] pozzoni [çhi0cçi0Ia) gmail punt0 lT

Se l’articolo è stato di tuo interesse, ti invito a condividerlo con i tuoi social-network preferiti cliccando sui rispettivi strumenti di condivisione messi a disposizione qui di seguito. Grazie.

In caso di esplicita richiesta dei legittimi proprietari, le eventuali immagini con diritti d’autore verranno cancellate.

Il neanderthal che è sempre più in noi

07/08/2013 – Nel maggio 2010, dopo che è stato mappato il genoma del neanderthal nel febbraio 2009, è stato scoperto un riscontro del circa 4% di DNA neandertalense in quello dell’H. sapiens odierno; solo gli autoctoni africani non presenterebbero questa caratteristica. Opera di tutto questo è Max Planck Institute, il cui Dipartimento di Genetica è diretto dall’ormai popolare
Svante Pääbo.
Per tentare di dare una spiegazione a questa presenza neandertaliana nel genoma euroasiatico, sono successivamente emerse due ipotesi dal dibattito scientifico:

1- quella percentuale di DNA neandertaliano presente nel genoma eurasiatico rappresenterebbe l’eredità dell’ultimo antenato comune fra le due specie, che si sarebbero separate in un periodo compreso tra i 400.000 e i 500.000 anni fa. Tuttavia, questa ipotesi non dà una spiegazione plausibile sull’assenza di tale particolarità nel DNA africano;

2- quando i gruppi di sapiens usciti dall’Africa (Out of Africa) entrarono in contatto con i neandertaliani, sarebbero avvenute le ibridazioni che avrebbero quantomeno contribuito, tramite assorbimento, all’estinzione di questi ultimi.

"Stone Age Sex", lo spassoso disegno di Jason Raish

“Stone Age Sex”, lo spassoso disegno di Jason Raish

Volendo dare una fantasiosa interpretazione a questo mirabile disegno di Jeffrey Jones intitolato "The Cave Girl", è assai più probabile che, data la presenza di pitture rupestri sofisticate e quindi presumibilmente opera di H. sapiens, il brutale neanderthal stia rapendo la sfortunata ragazza dalla caverna in cui questa vive.

Volendo dare una fantasiosa interpretazione a questo mirabile disegno di Jeffrey Jones intitolato “The Cave Girl”, è assai più probabile che, data la presenza di pitture rupestri sofisticate e quindi presumibilmente opera di H. sapiens sapiens, il brutale neanderthal stia rapendo la sfortunata ragazza dalla caverna in cui questa vive.

Una ricerca pubblicata su Cornell Unversity Library sembra aver fatto luce sulla questione, bocciando in toto la prima ipotesi e avvalorando quella dell’ibridazione. Inoltre, grazie a tecniche di sequenziamento e di comparazione migliori, è risultato che la percentuale di DNA presente nel genoma euroasiatico sarebbe superiore a quella dichiarata precedentemente, e si aggirerebbe dal 3,4 al 7,9%.

Insomma, c’è molto più neanderthal in noi di quanto ci aspettassimo.

 

Ernesto Pozzoni

follow me on google+ - Ernesto PozzoniFollow Me on Facebook - Ernesto Pozzoni

ernesto (puunt0] pozzoni [çhi0cçi0Ia) gmail punt0 lT

Se l’articolo è stato di tuo interesse, ti invito a condividerlo con i tuoi social-network preferiti cliccando sui rispettivi strumenti di condivisione messi a disposizione qui di seguito. Grazie.

La distribuzione degli insediamenti umani durante il paleolitico nel nord della Penisola Iberica

Uno studio condotto a nord della Spagna ha cercato di capire qual’è stata l’influenza di determinate variabili nella scelta dell’habitat da parte degli uomini del paleolitico.
Sono stati effettuati studi di natura biogeografica (la distribuzione degli esseri viventi nello spazio e nel tempo e le cause determinanti) e paleoecologica (la ricostruzione dell’ambiente e degli ecosistemi) sulla base dei resti archeologici. Tra i vari esami tenuti spiccano infatti quelli sui resti della fauna locale, indice della dieta umana, e sull’influenza delle glaciazioni soprattutto durante la loro massima espansione, fattore tra più decisivi sull’influenza della scelta delle locazioni.

Un piccolo sguardo alla regione geografica: si tratta del territorio che attualmente è occupato dal Principato delle Asturie: è collocato nella parte nord-ovest della Penisola Iberica, e presenta le altitudini più elevate di tutta la catena montuosa che l’attraversa, la Cordigliera Cantabrica, molto vicina al mare e separata da essa da una stretta zona collinare.

Cordigliera Cantabrica

Cordigliera Cantabrica

L’arco temporale preso in considerazione è l’intero paleolitico, un periodo che pone le sue radici 2 milioni e mezzo di anni fa (inizio pelolitico inferiore) e trova il suo termine 10.000 anni fa (fine paleolitico inferiore) con i primi segni di introduzione dell’agricoltura. Generazioni di uomini, dagli ergaster ai sapiens moderni, hanno camminato nel nord della Spagna in questa fascia temporale.
Conseguentemente, l’influenza delle variabili prese in esame è stata nel tempo molto varia, ma si sono individuate delle caratteristiche in comune e continuative nel tempo:
1- basse quote
2- esposizione a sud
3- pendenze dolci
4- moderata distanza dai corsi d’acqua.

Gli insediamenti umani nelle Asturie nel Paleolitico. Diritti dell'immagine agli autori della ricerca. Disponibilità alla cancellazione della stessa da questa pagina in caso di richiesta da parte dei proprietari.

Gli insediamenti umani nelle Asturie nel Paleolitico.
Diritti dell’immagine agli autori della ricerca. Disponibilità alla cancellazione della stessa da questa pagina in caso di richiesta da parte dei proprietari.

 

Fonti: pagina della ricerca da Journal of Archaeological Science

 

Ernesto Pozzoni

Follow Me on Facebook - Ernesto Pozzoni

follow me on google+ - Ernesto Pozzoni

 ernesto (puunt0] pozzoni [çhi0cçi0Ia) gmail punt0 lT