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La notte dei ricercatori: 25 e 26 settembre

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Evoluzione tecnologica

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Tag Archives: Newton

Pseudoscienza e caos scientifico

Contrariamente a ciò che si pensa normalmente, il problema della pseudoscienza non è liquidabile in poche battute: ciò che reputiamo essere falso in un determinato momento può infatti diventare verità nel futuro. Emblematico è il personaggio di Louis Pasteur, inizialmente accusato di essere un ciarlatano per poi essere riconosciuto come una delle menti più brillanti del XIX secolo; casi di questo genere costituiscono un numero non indifferente nella storia della scienza, come dimostrano le profonde vicissitudini che hanno portato ad un cambio radicale nel pensiero europeo dal geocentrismo all’eliocentrismo.

Serendipity

Serendipity è una parola inglese dal suono certamente interessante ma dalla traduzione molto difficile: si tratta di quel tipo di scoperta accidentale nata dal caso, un risultato di profonda importanza a cui ci si arriva senza averne perseguito l’obiettivo a priori. Per usare un esempio più vicino alla vita di tutti i giorni, è come se nell’aprire un libro a caso in biblioteca trovassimo al suo interno una poesia inedita di Eugenio Montale (da lui vergata ed autografata), lasciata lì per caso e mai trovata.

Nei riguardi della scienza, la serendipity deve essere coadiuvata dall’intelligenza, il tutto per creare il famoso colpo di genio (un colpo di genio, quindi, che deve essere preceduto da un colpo legato ad una bassa parte anatomica del nostro corpo). Uno degli esempi più famosi riguarda Newton e la mela: seduto in un prato, la curiosità del fisico inglese venne attratta da un avvenimento alquanto normale, cosa questa che lo portò a ridefinire le meccaniche di attrazione teorizzando l’esistenza della forza di gravità. Al di là della mela, è fondamentale il fatto che Newton si trovasse in quel prato preciso poiché la sua università era stata chiusa a causa di una epidemia: se quel virus determinato non avesse avuto alcun effetto sugli esseri umani, Newton non avrebbe potuto lasciare le mura accademiche per riposarsi in un prato.

Isaac Newton

Isaac Newton

Episodi simili compongono una lunga lista di scoperte dal valore rivoluzionario. Darwin stesso, in fondo, si trovò per caso a viaggiare sul Beagle (il veliero che lo portò in giro per l’oceano): i suoi voti scolastici erano quantomeno mediocri e la sua carriera futura sarebbe stata quella di semplice parson (parroco anglicano di campagna). Anche la pubblicazione de L’Origine della Specie è dovuta a serendipity: Darwin si trovò spinto a dare alle stampe la sua teoria solo ed esclusivamente  nel momento in cui un altro naturalista, Wallace, era sul punto di rubargli il primato (Wallace, contattato da Darwin, pospose l’uscita del suo libro per una questione di rispetto).

Alfred Wallace

Alfred Wallace

I risvolti di queste situazioni non sono da mettere in secondo piano. Da una parte è ovvio che per arrivare a  certi risultati si necessita di una base conoscitiva ben formata: difficile parlare di serendipity nel momento in cui la conoscenza è mossa a priori (vedasi percorso di studio). Dall’altra, per arrivare a determinati risultati la componente legata al caso (una variabile per nulla controllabile) è fin troppo grande. Se la conoscenza odierna è quindi anche (quindi non solo) frutto di movimenti entropici, il risvolto più destabilizzante va a ricadere nell’ambito personale: per ogni Newton che appare sul percorso della conoscenza, ce ne potrebbero essere migliaia che non sono mai arrivati a nulla non per modeste capacità mentali, bensì per una semplice questione di mancanza di serendipity.

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Role_of_chance_in_scientific_discoveries

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16179740?dopt=AbstractPlus

http://undsci.berkeley.edu/article/serendipity

Il Naso di Darwin

La scienza ovviamente non è fatta solo di scoperte, dati e teorie, e questo poiché ogni scienziato è un essere umano e come tale possiede le sue idiosincrasie. Newton, stimato per i suoi apporti nel mondo della fisica, non era di certo ciò che potremmo definire come “stinco di santo”: durante una diatriba che ebbe con il filosofo tedesco Leibniz, arrivò a scrivere lettere di protesta non solo sotto falso nome, ma adoperando quelli dei suoi amici, ignari di tutto ciò. Basta leggere la breve biografia contenuta in A briefer History of Time (Hawking & Mlodinow) per farsi una idea tutt’altro che positiva del carattere del fisico inglese.

Isaac Newton

Isaac Newton

La storia più conosciuta di Newton rimane tuttavia quella della mela, il “colpo in testa” (non metaforico) che lo avrebbe portato a formulare la sua tesi sulla gravità. In maniera simile un altro caso fortuito (e, in questo caso, più verosimile) fece fare passi da gigante nel mondo della scienza, del pensiero critico e della filosofia: il filosofo Descartes (italianizzato in Cartesio) arrivò infatti alla conclusione del cogito ergo sum quando, durante una notte fredda in un campo di battaglia, decise di riscaldarsi infilandosi in un forno (ovviamente spento, pena la morte del filosofo). Insonne, trascorse tutta la notte senza mai smettere di pensare, noncurante di ciò che stava accadendo all’esterno. Morì di freddo trent’anni dopo, a Stoccolma: la regina Cristina di Svezia lo aveva voluto a corte come tutore e lui non era stato capace di rifiutare, pur sapendo che il suo fisico non era fatto per i luoghi gelidi.

Descartes (Cartesio)

Descartes (Cartesio)

Charles Darwin ebbe invece una vita più tranquilla, più (parola abusata) normale; addirittura ai tempi scolastici i suoi risultati non brillavano in nessun modo, fermi su una pacata mediocrità. L’episodio chiave del suo percorso scientifico fu il viaggio sul veliero Beagle sugli oceani del mondo, una tipologia di viaggio usuale nel mondo inglese del XIX secolo: Darwin doveva infatti fare quasi da “animale da compagnia” al capitano della nave, Fitzroy, un uomo forse troppo legato a principi lombrosiani. Fu quindi un caso fortuito che il capitano acconsentisse a far salire Darwin sulla sua nave, un raro cambio di opinione poiché, come scrive Carlo Pagetti (Il Corallo della Vita):

[A Fitzroy non] piace il naso di Darwin, la cui conformazione gli sembra indicare debolezza di carattere.

Personaggio lombrosianamente inaffidabile.

Personaggio lombrosianamente inaffidabile.