La notte dei ricercatori: 25 e 26 settembre

Notte dei Ricercatori La CittA� incontra la��UniversitA� a�� La��UniversitA� incontra la CittA� venerdA� 25 e sabato 26 settembre 2015 Meet Me Tonight – La Notte dei Ricercatori – A? un’iniziativa europea che Continua a leggere »

Evoluzione tecnologica

Secondo i dettami evolutivi una specie sopravvive solo quando riesce a trovare un equilibrio con il suo intorno; in termini piA? semplici, come prima conseguenza si potrebbe dire che la sopravvivenza A? Continua a leggere »

Fermi Redux

Il paradosso di Fermi, nella sua forma piA? semplice, pone un quesito molto chiaro: se esistono altre forme di vita intelligenti nell’universo, perchA� fino ad oggi non abbiamo mai avuto alcun contatto Continua a leggere »

Tag Archives: pseudoscienza

La pseudoscienza (a volte) funziona

Un vecchio orologio a lancette, che sia rotto, funziona perfettamente almeno due volte al giorno. Se trasportiamo lo scheletro teorico di questo esempio nel campo della pseudoscienza, il risultato A? che anche in questo marasma di ipotesi e teorie errate si possono incontrare dei risultati positivi; ciA? che conta, perA?, A? riuscire a saperli leggere e valutare per quello che sono realmente.

Pseudoscienza e caos scientifico

Contrariamente a ciA? che si pensa normalmente, il problema della pseudoscienza non A? liquidabile in poche battute: ciA? che reputiamo essere falso in un determinato momento puA? infatti diventare veritA� nel futuro. Emblematico A? il personaggio di Louis Pasteur, inizialmente accusato di essere un ciarlatano per poi essere riconosciuto come una delle menti piA? brillanti del XIX secolo; casi di questo genere costituiscono un numero non indifferente nella storia della scienza, come dimostrano le profonde vicissitudini che hanno portato ad un cambio radicale nel pensiero europeo dal geocentrismo all’eliocentrismo.

Problemi di Panspermia

Proposizione dal retrogusto di fantascienza, la panspermia puA? essere ridotta ad una semplice frase: gli organismi biologici terrestri si sono sviluppati sul nostro pianeta ma sono stati generati da un’altra parte. Si tratta quindi di una ipotesi il cui fine sarebbe solo quello di dare una risposta sul luogo di origine della vita (intesa come quella della terra), ipotesi che per quanto interessante A? ad oggi in uno stadio ancora embrionale (soprattutto speculativo) e che certamente puA? provocare non poche false letture e degenerazioni in teorie pseudoscientifiche; risulta quindi fondamentale attuare un attento processo di decostruzione, ossia valutarne la plausibilitA�.

Scienza e Pseudoscienza : il caso Hamer e il metodo anti-cancro

“Il problema della demarcazione tra scienza e pseudoscienza non A? un banale problema da filosofi da salotto: A�A? di vitale importanza sia sociale che politica”; cosA� si esprimeva Imre Lakatos, uno dei maggiori filosofi della scienza del ’900. A distanza di varie decadi, l’uomo del XXI secolo si trova nella condizione di doversi confrontare non solo con la stessa problematica ma anche con un carico di difficoltA� maggiore: il progresso tecnologico nel campo dell’informazione ha infatti reso possibile un sempre maggiore proliferare di notizie errate, il tutto coadiuvato dall’incapacitA� del pubblico di trasformarsi da consumatori passivi (assorbo la notizia) in consumatori attivi (critico razionalmente la notizia). Basti pensare al banale esempio dell’oroscopo: sebbene razionalmente possa essere rifiutato in pochi secondi, non per questo ha smesso di esistere, continuando cosA� a comparire su giornali, programmi radio, trasmissioni televisive e siti internet.

Poster contro i falsi medici.

Poster contro i falsi medici.

Il caso Hamer risulta essere di fondamentale importanza per capire come sia possibile che la pseudoscienza (in questo caso la sottocategoria “pseudomedicina”) riesca ancora ad essere accettata da parte del pubblico. Nato nel 1935, Ryke Geerd Hamer vanta una carriera accademica di un certo spessore: laureato in studi di medicina e teologia a Tubingen, riceve la licenza di medico nel 1963, lavora poi presso alcune cliniche universitarie e nel 1972 completa gli studi di specializzazione. A�Se tutto ciA? puA? servire ad Hamer per dimostrare una base conoscitiva certamente non elementare, A? pur sempre vero che la sua licenza di medico viene revocata nel 1986, viene messo in prigione per un anno (1997-1998) in Germania e per quasi due (settembre 2004-febbraio 2006) in Francia, il tutto per accuse legate a cattiva pratica medica, esercizio abusivo della professione, omissione di soccorso, calunnia e frode; come se tutto ciA? non bastasse, la lista deve essere allungata con la chiusura di un suo centro medico abusivo in Austria (1995), quattro mesi di carcere per aver ingessato un ginocchio ad un paziente provocandone poi l’amputazione (1992) e una condanna di sei mesi per calunnie (1993).

Il metodo Hamer, condannato dalla medicina, A? molto semplice: le malattie in realtA� non esistono cosA� come vengono normalmente intese poichA� non sono altro che shock psicologici subiti dal paziente, shock che ne turbano il benessere fisico (potremmo definirlo l’ecosistema interno) e che devono quindi essere trattate ad hoc. A�Quei microbi, virus o batteri che la medicina dimostra essere la causa delle malattie sono per Hamer elementi naturali che aiutano il corpo a guarire: andare a colpirli significherebbe incidere negativamente sul processo di guarigione. PoichA� la malattia A? un semplice conflitto “psicologico”, ne risulta un completo divieto a utilizzare medicine e trattamenti che allevino il dolore del paziente: secondo Hamer la chemioterapia e la morfina sono quindi elementi mortali.

Il Ciarlatano (1757, di Pietro Longhi)

Il Ciarlatano (1757, di Pietro Longhi)

La teoria di Hamer non A? stata rinnegata per assurde motivazioni dietrologiche, bensA� per due semplici e basilari motivi: da una parte Hamer non ha mai presentato prove della buona riuscita delle sue cure (Hamer rifiuta quindi test critici obiettivi, ciA? che si puA? chiamare anche come “peer-review”), dall’altra si A? invasi dalle notizie di come la stragrande maggioranza delle persone da lui curate siano morte. CiA? che rende assurda la faccenda A? il fatto che ad oggi Hamer venga ancora difeso a spada tratta da alcune persone, tra cui i genitori di Olivia Pilhar, una bambina che rischiA? di morire di cancro per essere stata sottoposta al metodo Hamer (le autoritA� austriache riuscirono a farla curare positivamente con i metodi “convenzionali”, salvandole cosA� la vita). La follia di questi casi, un tipo di follia che ben starebbe nel libro di Erasmus da Rotterdam, A? una di incongruenza da non mettere mai in secondo piano: non A? la medicina a rifiutare Hamer a priori, A? Hamer colui che rifiuta di rendere partecipe la medicina delle sue supposte scoperte. Il suo metodo, inoltre, A? pericolosamente dannoso nel momento in cui dovessimo spingerlo alle sue estreme conseguenze: se la malattia A? un conflitto “psicologico” da risolvere, coloro che non guariscono diventerebbero causa del loro male, poichA� sarebbe loro la colpa (inconscia) di non voler guarire (esautorando in tal modo il medico).

“[...] Il problema della demarcazione tra scienza e pseudoscienza non A? uno pseudo-problema da filosofi da salotto: ha profonde implicazioni etiche e politiche”; cosA� terminava Lakatos la sua lettura, chiudendola (dopo aver citato il caso Lysenko) esattamente come l’aveva iniziata. Possiamo invece affermare, ad oggi, che la questione della demarcazione sia veramente uno pseudo-problema facendo forza sul fatto che i casi Hamer sono ad ogni modo piccoli errori di percorso, gruppi sparuti che scompariranno con il tempo? Anche se cosA� fosse, l’implicazione etica (la morte di alcune persone) non ci lascerebbe dormire sonni tranquilli. Se Hamer A? inoltre un esempio abbastanza palese di cattiva pratica, ci sarebbe da chiedersi come sia possibile che molte persone in questi mesi abbiano applaudito il metodo Vannoni, o come sia possibile che ancora ad oggi ci si fidi indiscutibilmente dell’omeopatia quando gli studi ne dimostrano un’efficacia solo da semplice placebo. L’unica soluzione possibile A? quindi una divulgazione scientifica positiva, un’aumento delle conoscenze e dei metodi basilari per proteggersi da quelle falsitA� (non importa che siano fatte in buona o cattiva fede) che possono provocare danni mortali.

 

Post Scriptum : per maggiori informazioni su Hamer si rimanda alla pagina wikipediaA�(ricca di link esterni), ad un articolo di MedBunkerA�e al sito Dossier Hamer. Le citazioni di Lakatos sono tratte da Science and Pseudoscience. Le immagini sono tratte da wikipedia.

 

 

Scienza e Medicina : Intervista a MedBunker

Tra i blog piA? interessanti nel panorama italiano spicca di certo MedBunkerA�(attivo dal 2009), centrato sulle questioni della pseudoscienza (e truffe) in medicina. Salvo Di Grazia, medico chirurgo ed autore del blog, ci ha gentilmente concesso un’intervista.

 

a) Di solito si parla di scienza ufficiale, usando in alcuni contesti la��aggettivo in forma negativa. La stessa cosa succede con la medicina, quasi ci fossero due mondi in completo disaccordo: da una parte quello dei medici che perseguono metodi sanciti da un teorico establishment legato a giochi economici di potere, dalla��altro piccoli gruppi sparuti di ribelli. PuA? spiegarci perchA� una tale lettura A? ad oggi scorretta?

In realtA� questa a�?separazionea�? A? arbitraria e quindi scorretta proprio per definizione. Non esiste una scienza a�?ufficialea�? ed una a�?ufficiosaa�? o a�?alternativaa�?, la scienza segue e percorre la strada del metodo scientifico, tutto ciA? che non si mantiene in questi binari non A? scienza. Definirlo non A? semplice, per questo si usa il termine di a�?alternativoa�? ma anche questa A? una definizione scorretta, insomma, ciA? che non A? acqua non puA? essere a�?acqua alternativaa�? ma tutta��altra cosa. Anche in medicina, la medicina cosiddetta a�?alternativaa�? definisce un gruppo di pratiche che hanno dimostrato di non essere medicine o non hanno mai dimostrato i loro effetti sulla salute. Per questo, chi dice di occuparsi di a�?medicina alternativaa�?, semplicemente non fa medicina. La garanzia che il medico utilizzi solo ciA? che di meglio ci fornisce il progresso scientifico risiede nel fatto che lo stesso medico ed i suoi affetti possono essere pazienti ed in questi casi non sono utilizzate cure “non ufficiali” o “segrete” ma quello che si usa in ospedale per tutti.

b) La storia della scienza ci insegna che, nel suo contesto, a volte si puA? parlare in forma quasi corretta di a�?scienza ufficialea�?, ossia quel tipo di paradigma riconosciuto come vigente. Tutto ciA? porta a creare correlazioni tra fantomatici medici in grado di curare malattie mortali e i vari Galileo, Darwin o Einstein (personaggi, come insegna Thomas Kuhn, che hanno creato cambi di paradigma); la differenza tra loro A? ovviamente legata al fatto che questi ultimi si sono sempre resi disponibili a provare le loro teorie e a renderle pubbliche (dubitando anche dei loro risultati), mentre i primi si sottraggono al dialogo con la comunitA� scientifica, ossia la comunitA� dei loro pari. Se giA� ciA? basterebbe a farci comprendere di chi ci si possa fidare e di chi invece no, perchA� ad oggi non si A? ancora in grado di compiere tale semplice passo? In fondo si tratta di avere una conoscenza basilare del metodo scientifico.

PerchA� la medicina scientifica ha delle regole precise, dei percorsi obbligati, spesso estenuanti e ripetitivi e questo la rende distante dal desiderio di cura immediata, di risoluzione veloce di un problema di salute. Pensiamo al cancro: chi non A? pratico del metodo scientifico non accetta che servano decenni per sviluppare (quando A? possibile) un nuovo farmaco o una nuova tecnica, A? un po’ l’istinto di sopravvivenza che ci fa cercare la cura “immediata”, utile per noi, non per l’umanitA�. Di fronte a questa necessitA� qualcuno dice di poter risolvere le stesse malattie con poco sforzo, velocemente ed a poco prezzo. Il a�?consumatorea�? tenderA� per semplice istinto di sopravvivenza a fidarsi di questa��ultimo anche se, come spesso accade, si tratta di un falso o peggio di un truffatore senza scrupoli e quando ce ne rendiamo conto, purtroppo A? tardi.

Salvo Di Grazia

Salvo Di Grazia

c) La pseudoscienza A? di certo un campo interessante da un punto di vista di studio socio-culturale. Uno dei suoi aspetti piA? a�?formalia�? riguarda il suo essere presente in determinati campi: A? facile trovarla nella medicina, difficile invece nella fisica. Quali possono essere le motivazioni di ciA?? Ea�� giA� abbastanza dire che la medicina richiede, a un primissimo livello, un approccio piA? semplice, oltre ad essere un tema a cui siamo piA? legati?

Ea�� quasi tutto. Non comprendere un problema fisico o astronomico non cambia la nostra vita. Sfruttiamo la maggioranza delle tecnologie (dalle comunicazioni alla��informatica) senza averne nessuna conoscenza, nemmeno basilare, guardiamo dentro ad un telescopio la bellezza dell’universo ma in pochi sappiamo come sia stato costruito. In medicina, invece, siamo coinvolti in prima persona, negli affetti piA? cari e nei sentimenti piA? profondi. Accettiamo quindi con difficoltA� qualcosa che non riusciamo a capire (e per questo chi promette miracoli impossibili usa argomenti di comprensione immediata) e soprattutto non ci interessa tanto un meccanismo quanto un risultato, con il telescopio guardi dentro e ti appare la Luna, con una medicina senti il sapore amaro ma non hai la sicurezza di cavartela. Quasi nessuno cerca su internet il meccanismo di propulsione della stazione spaziale internazionale, quasi tutti cerchiamo a quale malattia puA? corrispondere il sintomo che avvertiamo da qualche giorno. Il nostro coinvolgimento, quando si parla di salute, A? profondissimo, personale e comprensibilmente egoista.

d) Spesso si nota che la pseudomedicina ha una forte risonanza sociale. Ea�� fuor di dubbio che tutti cerchiamo quelle cure che possano aiutarci a sopravvivere, ed A? quindi in parte comprensibile che alcune persone (malati o loro parenti) si interessino a metodi a�?alternativia�?. La colpa piA? grande A? forse da imputarsi ai media e al pessimo lavoro che a volte svolgono nel fornire informazioni sbagliate. Crede che ciA? sia dato da buona fede o semplicemente da sensazionalismo, dalla ricerca di audience?

I media (ed ormai tra loro ca��A? anche internet) hanno ormai lo scopo di raccogliere piA? contatti possibili, questo perchA� vivono di introiti pubblicitari. A questo si unisce il fatto che A? ormai rara (purtroppo) la figura del giornalista scientifico, di colui che prima di scrivere una notizia la approfondisce e la studia, molto meglio (nella��ottica dello scoop) una notizia data male ma che attira migliaia di lettori, piuttosto di una fredda notizia scientifica che al massimo attira qualche sguardo.

e) Uno dei casi piA? dibattuti A? stato (ed A? ancora) la questione delle cellule staminali ed il metodo Vannoni. PuA? spiegarci velocemente quali siano le problematiche e soprattutto perchA� A? importante scindere tale metodo (pseudoscienza) dalla ricerca sulle staminali (scienza)?

Ecco, questo riassume un poa�� quello che abbiamo detto prima. Una cura risolutiva, veloce, gratis ed indolore per malattie che la medicina non riesce a risolvere. Una pubblicitA� tramite i media e la��uso di messaggi che toccano i nostri sentimenti, malati gravi, bambini, sofferenza e genitori disperati. Ea�� la formula perfetta della pseudomedicina. Non possiamo sapere se quel metodo funzioni o meno, non ha le premesse per farlo, ma non possiamo essere certi di niente, di sicuro il modo con il quale A? stata portata avanti questa a�?campagnaa�? (da parte di tanti, dai media agli a�?inventoria�? della curaa�?, a certi politici) A? un danno culturale e sociale e soprattutto rischia seriamente di oscurare le tante ricerche serie e che hanno bisogno di sostegno che rappresentano le uniche reali speranze per una risoluzione futura di queste malattie. Tra le staminali a�?scientifichea�? e quelle di Vannoni ci sono due differenze fondamentali: le prime necessitano decenni di fatiche e studi prima di diventare terapie e non possono promettere nulla di certo allo stato attuale, le seconde sono diventate a�?terapiea�? dopo due trasmissioni televisive e promettendo miracoli. La scienza propone numeri, statistiche, grafici, la televisione fa vedere bambini, mamme che piangono, famiglie disperate. Le prime sono scienza, le seconde pubblicitA� e si sa che chi desidera qualcosa rischia di abboccare agli annunci pubblicitari piuttosto che a lunghi percorsi di studio ma senza pensare che questi non si pongono limiti etici o deontologici. Il paziente diventa cliente ed la pubblicitA� ha un solo scopo: attirarli a tutti i costi.

 

Post Scriptum : la foto di copertina (di Rodri) A? stata tratta dal seguente articolo.

Scienza & Politica : Il Caso Lysenko – Parte I

Ne La Repubblica (380 a.C) di Platone il mondo politico immaginato dal filosofo greco A? retto dai migliori, da coloro che sanno; Bertrand Russell (1872-1970) definiva questa utopia in termini negativi a causa delle modalitA� censorie che ne pervadevano la struttura pedagogica, modalitA� che, ad esempio, impedivano di ascoltare musica o di leggere libri che non fossero stati vagliati e sanciti a priori (si veda il capitolo 14 di History of Western Philosophy). L’idea di un immaginario mondo positivo fortemente legato al concetto di scienza viene ripresa soprattutto a partire dal rinascimento sotto la spinta del ritorno ai classici; gli autori piA? famosi sono Thomas More (Utopia, 1516), Tommaso Campanella (La CittA� del Sole, 1602) e Francis Bacon (The New Atlantis, 1624), un personaggio, quest’ultimo, tra i promulgatori della rivoluzione scientifica oltre che della tolleranza e della libertA� di espressione religiosa.

Platone

Platone

A distanza di alcuni secoli, la Russia stalinista decise di trasformare in realtA� ciA? che fino ad allora era stato un semplice progetto astratto, un semi-divertissement letterario. Il blocco sovietico vedeva infatti nella scienza uno dei migliori mezzi disponibili per una corretta redistribuzione della ricchezza tra la popolazione, e tra i nomi dei grandi scienziati spiccava quello di Ivan Vladimirovich Michurin (1855-1935); fu perA? Trofim Lysenko, un agronomo di origine ucraina, colui che porterA� avanti gli studi di Michurin dopo la morte di quest’ultimo. La teoria di Lysenko A? stata definita come lamarckiana (sebbene sia piA? corretto definirla come post-lamarckiana, se non addirittura pseudo-scienza pseudo-lamarckiana): secondo l’agronomo sovietico era infatti possibile trasmettere geneticamente tratti acquisiti attraverso a�?l’esperienza quotidianaa�? in poco tempo, addirittura con un solo cambio di generazione.

CiA? che Lysenko proponeva andava ovviamente a contrastare l’idea di genetica mendeliana: si trattava di due prese di posizione differenti. Il problema non fu perA? tale contrasto, e questo poichA� il contrasto stesso A? parte integrante di una scienza positiva: date due teorie antitetiche A? infatti necessario capire quale sia (piA?) corretta attraverso un gran numero di esperimenti decisivi. La teoria darwiniana A? un esempio classico: questa si proponeva come differente dal creazionismo, e dall’opposizione la ricerca ne A? risultata piA? forte e piA? mirata verso una migliore comprensione della natura. Dato inoltre il contesto storico (ossia le conoscenze scientifiche e gli strumenti presenti), la teoria di Lysenko poteva essere accettata perlomeno come campo di studio; il problema che ne sorse non fu perA? espressamente legato alla scienza, bensA� alla politica.

Lysenko

Lysenko

Lysenko non era solo un buon membro del partito, era anche il perfetto tipo di scienziato che il partito stesso voleva far assurgere ad esempio. In quanto figlio di contadini il suo essere arrivato a proporre una teoria radicale era la palese dimostrazione di come il sistema sovietico funzionasse: tutti avevano la possibilitA� di raggiungere vette personali prima di allora impensabili. Il suo lavoro, inoltre, non era legato a equazioni o quant’altro il piA? (apparentemente) lontano dalla vita quotidiana: i suoi obiettivi miravano infatti ad aumentare concretamente la produzione legata ai terreni coltivabili. La politica sovietica lo fece diventare un eroe, centralizzando nelle sue mani il controllo sugli studi di genetica ed agricoltura: gli effetti furono ovviamente disastrosi.

Karpechenko

Karpechenko

Molti scienziati sovietici si opposero alle idee di Lysenko in quanto completamente astratte, incongruenti nei riguardi delle conoscenze scientifiche e per nulla provate (il tempo diede loro ragione); il risultato di tutto ciA? fu una a�?purga politicaa�? totale nei confronti di chiunque osasse mettere in dubbio il metodo dell’agronomo ucraino. Molti furono uccisi (Agol, Karpechenko, Nadson), altri furono mandati in campi di lavoro; nel 1948 venne annunciato che la teoria di Lysenko sarebbe stata la sola ad essere insegnata in quanto a�?unica teoria correttaa�?, e sempre nello stesso anno gli studi di genetica vennero banditi in quanto a�?pseudoscienza borghesea�?. Il metodo Lysenko acquistA? quindi potere non solo grazie ad una propaganda che censurava qualsiasi prova di fallimento, ma anche a causa della paura di ritorsioni: molti scienziati falsificarono risultati per non doversi trovare nella situazione di dover dire che il metodo Lysenko era ovviamente fallimentare. Come se tutto ciA? non bastasse, lo studio degli incrementi della produzione agricola non furono basati su dati precisi (scientifici, comprovabili), bensA� su semplici questionari a cui i contadini dovevano rispondere (cosa questa che ovviamente produceva clamorosi falsi a causa della suddetta paura di ritorsioni).

Parte II

I rischi del Grande Complotto

Domani Sds ospita a Filmstudio ’90 il giornalista Paolo Attivissimo, divulgatore scientifico e informatico (anzi “Disinformatico”) noto al grande pubblico principalmente per l’attivitA� di “debunker”, ossia il critico e confutatore delle teorie del complotto e di diverse leggende metropolitane, dai richiami al paranormale fino ai deliri pseudoscientifici.

In questi giorni abbiamo dedicato parte del sito a raccogliere ed analizzare brevemente alcune bufale piA? o meno note, sebbene l’elenco sarebbe potuto continuare a lungo: da quelle piA? paranoiche A�ma eventualmente innocue (il progetto HAARP in Alaska, ad esempio, ha chiuso per mancanza di fondi, non certo perchA� accusato di essere l’ordigno “fine di mondo” dai cospirazionisti), a quelle piA? insidiose e capaci di effetti negativi ( A? di questi mesi la notizia della ricomparsa del morbillo in forma epidemica nel Regno Unito, in parte a causa delle paranoie delle teorie complottiste sui vaccini).

Spesso la “vox populi” attribuisce a Internet la responsabilitA� della diffusione di tali teorie: si tratta di un punto di vista difficilmente sostenibile che non tiene conto di come il cospirazionismo abbia radici culturali e antropologiche piA? profonde, preesistendo largamente da prima della diffusione della Rete.

Un altro elemento spesso presente nell’atteggiamento comune A? una drammatica sottovalutazione del problema: i cospirazionisti sono minoritari, per lo piA? legati ad ambienti di estrema destra (piA? raramente, ma particolarmente in Italia, anche di estrema sinistra), e non di rado tali teorie vengono fabbricate con intenti di truffa commerciale o di abuso della credulitA� popolare. Parrebbe quindi ragionevole lasciarli alla gestione delle autoritA� preposte.

In realtA� l’esistenza di queste nicchie cospirazioniste rappresenta un problema per il dibattito scientifico e democratico: per rendere possibile un adeguato confronto pubblico sui temi di rilievo generale dell’Impresa Scientifica A? infatti necessario, e non lo si ripeterA� mai abbastanza, il capillare e complesso lavoro della divulgazione scientifica che serve sia a spiegare al grande pubblico ciA? che senza una mediazione tecnica non sarebbe immediatamente comprensibile, sia a diffondere nei cittadini l’indispensabile spirito critico necessario a qualunque forma di dibattito razionale, ed infine sia a promuovere la generale maggior formazione culturale della cittadinanza.

I presupposti di ogni complottismo presentano sempre l’idea che vi siano “veritA� nascoste” o arcani segreti che qualche gruppo abilmente manipola; sostengono l’esistenza di una “scienza ufficiale”, ovviamente corrotta e screditata, in contrapposizione con una “ricerca indipendente” di solito giudicata piA? attendibile per il solo fatto di essere presa in scarsa o nulla considerazione dal mondo accademico.

La pericolositA� di questo atteggiamento A? evidente poichA� sbriciola la realtA� in un caleidoscopio di percezioni soggettive, ovviamente inattaccabili dal momento in cui qualunque conferma viene vista come tale mentre ogni smentita A?, ipso facto, parte del complotto. In questo modo non A? piA? possibile un dibattito scientifico pubblico concreto, basato su scoperte e fatti; non A? piA? possibile la diffusione della scienza che A?, per sua natura, attivitA� sociale e pubblica che deve poter vivere del dibattito fra esperti cosA� come del confronto sugli obiettivi. Inoltre emerge sempre piA� popolare l’idea della Scienza come una sorta di chiesa dedita a culti esoterici e nascosti, per tacere del fatto che si perde l’opportunitA� di svelare e analizzare quei rari complotti che talvolta nel mondo possono sempre realizzarsi.

Mauro Sabbadini (presidente)

 

 

Appuntamento giovedA� 18 alle 21.00 a Filmstudio 90